MotoGP sul circuito di Losail per l’ultimo turno di test pre-campionato ma, prima di tornare ad accendere i motori, a catalizzare l’attenzione è stata la presenza in Qatar di Andrea Iannone, il pilota dell’Aprilia sospeso dallo scorso 17 dicembre per la positività al Drostanolone, uno steroide anabolizzante che fa parte dell’elenco delle sostante vietate dal Codice Antidoping della FIM. Iannone, che venerdì è stato impegnato con tutta la squadra nella presentazione ufficiale della nuova RS-GP,  è in attesa della decisione della Corte Disciplinare Internazionale, fiducioso che le nuove evidenze scientifiche possano scagionarlo. La sua difesa, rappresentata dal legale, l’avvocato Antonio De Rensis, e dal consulente, il dott. Alberto Salomone, ha infatti depositato l’esame del capello del pilota, un’analisi che permette di ricostruire storia e tipologia di sostanze assunte, che è risultato completamente negativo fino al settembre dello scorso anno, dimostrando così l’assenza di un precedente ciclo di anabolizzanti.

Andrea Iannone, 32 anni / Instagram
in foto: Andrea Iannone, 32 anni / Instagram

Nel frattempo, il pilota resta “tra color che sono sospesi”, per dirla con le parole del sommo Dante Alighieri. “Mi dispiace stare in questo limbo, visto che un pilota ha sempre nostalgia di tornare in moto – le parole di Iannone in un’intervista a Sky Sport MotoGP – . Già dopo poche settimane, quando finisce il campionato, non vedi l’ora di essere di nuovo in sella, ma per me questo periodo si sta prolungando un pochino. Il mio habitat naturale non sono le aule di tribunale, ma le piste. Non sono però demotivato, anzi molto motivato e molto concentrato sul da farsi. Non ho mollato un giorno, mi sto allenando sempre, perché quando sarà il momento di tornare, voglio essere subito a posto”.

Aprilia: "Accuse in base a Instagram"

Iannone preferisce non parlare delle sue aspettative in merito alla sentenza (“È molto meglio parlare di cosa mi aspetto dalla moto, che è stata fatta sotto le mie indicazioni. Per il resto lascio fare tutto alla giustizia”), sostenuto in pieno dal team. “Sono molto contento del supporto che Massimo – Rivola, l’ad di Aprilia Corse, ndr – e di quello che tutta la squadra mi sta dando in questo periodo difficile” ha sottolineato Iannone. E proprio Rivola, che frigge di riavere presto in sella il suo pilota, ha voluto precisare quella che è stata la tesi portata avanti dall’accusa, puntualizzando come non si sia basata unicamente suoi riscontri avuti dal test antidoping che, tra l’altro, hanno evidenziato “tracce esigue” della sostanza vietata.

Il mio unico appello è che non si venga giudicati tramite Instagram o Wikipedia, ma sulla base dei riscontri di professori e medici” ha detto Rivola, riferendosi alle affermazioni fatte dal rappresentante della FIM durante l’udienza davanti alla Disciplinare, dove il legale della Federazione si era detto certo che Iannone non abbia fatto ricorso al doping per migliorare le sue prestazioni sportive bensì per motivi legati al mondo della moda, mostrando addirittura una foto pubblicata sui social mentre fa pubblicità di intimo. “È un’accusa che avrebbe potuto fare chiunque abbia Instagram o Wikipedia… comunque vedremo. C’è in ballo la vita di un atleta di 32 anni che, se prendesse quattro anni di squalifica, come è stato richiesto, per una cosa che non ha fatto, è abbastanza grave. Mi sento di poter dire che la difesa di Andrea ha mostrato tutte le evidenze scientifiche che lo scagionano. Non faccio previsioni, ma credo in una sentenza assolutamente prima del GP”.