14 Gennaio 2023
8:02

La provetta che ha stroncato la carriera di Pantani può essere stata manomessa: cosa non quadra

Secondo la Commissione Parlamentare d’Inchiesta antimafia è possibile che il 5 giugno 1999 la provetta contenente il sangue di Marco Pantani fosse stata manomessa per decretare l’esclusione del campione dal Giro d’Italia.
A cura di Davide Falcioni

È il 5 giugno del 1999 quando un terremoto, con epicentro a Madonna di Campiglio, sconvolge il mondo dello sport e la vita di un uomo di 29 anni, Marco Pantani.

Poche ore prima della 21esima tappa del Giro D’Italia, la Madonna di Campiglio – Aprica, il campione di Cesenatico – saldamente al comando della classifica generale con quasi sei minuti di vantaggio sul secondo, Paolo Savoldelli – viene estromesso dalla corsa: i controlli ematici effettuati poco prima avevano infatti riscontrato un tasso di ematocrito del 52%, superiore dunque al limite massimo consentito dal regolamento, pari al 50%.

Il "Pirata" viene informato mentre si trova nella sua stanza dell’Hotel Touring insieme al compagno di squadra, Marco Velo. I due si stanno preparando per il tappone alpino con Gavia e Mortirolo, una frazione che Pantani avrebbe affrontato con la maglia rosa sulle spalle e forte di una superiorità netta dimostrata fino a quel momento su ogni montagna. Il Pirata è ormai certo che – salvo incidenti – anche quell’edizione della corsa rosa sarebbe stata sua dopo la doppietta Giro-Tour dell’anno precedente, il 1998. Poi la notizia: "Marco, devi abbandonare la corsa".

Ma cosa è successo davvero a Madonna di Campiglio il 5 giugno 1999? L’ematocrito di Pantani era davvero superiore al limite? E la sua squalifica fu regolare? A queste ed altre domande ha provato a fornire una risposta la Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul fenomeno delle Mafie, che il 13 settembre scorso ha approvato definitivamente una dettagliata relazione volta ad "approfondire la vicenda umana e sportiva del campione Marco Pantani".

Marco Pantani alcuni mesi dopo l’estromissione dal Giro d’Italia
Marco Pantani alcuni mesi dopo l’estromissione dal Giro d’Italia

A quasi 24 anni da quei fatti sappiamo che sì, è possibile che il campione di sangue di Pantani venne manomesso facendo risultare artificiosamente un tasso di ematocrito superiore a quello consentito affinché il Pirata venisse estromesso dal Giro. Il movente? I lauti profitti che la Camorra avrebbe ottenuto dalle scommesse clandestine se Pantani non avesse vinto la Corsa Rosa.

Fanpage.it ha ottenuto la relazione della Commissione d’Inchiesta. E oggi, dopo un giorno da quello che sarebbe stato il 53° compleanno di Pantani, vi racconta cosa potrebbe essere accaduto alla provetta con il sangue del Pirata.

L'ematocrito di Pantani regolare la sera prima del controllo

Marco Pantani sapeva perfettamente che il suo sangue sarebbe stato controllato la mattina del 5 giugno, come era già avvenuto svariate volte in quell’edizione del Giro d’Italia e nel resto della sua carriera. I suoi valori ematici erano sempre stati regolari e anche la sera prima un autocontrollo aveva rivelato un ematocrito del 48%. Poche ore dopo, la mattina del 5 giugno, venne riscontrato invece un dato del 52%, superiore di 2 punti al limite massimo consentito. Come ricorda la Commissione d’Inchiesta "venne anche riscontrata una quantità di piastrine pari a 109mila per microlitro, valore particolarmente anomalo". Prendiamo nota.

Non solo: subito dopo l’estromissione dal Giro d’Italia, mentre Pantani era di ritorno a Cesenatico, un altro controllo effettuato all’ospedale di Imola rivelò tassi di ematocrito, nelle due misurazioni, di 48,1% e 47,6% e un numero di piastrine pari, rispettivamente, a 161mila e 151mila per microlitro, nettamente superiore al dato di una manciata di ore prima. I valori ematici di Pantani, insomma, erano perfettamente regolari subito prima e subito dopo il controllo di Madonna di Campiglio.

 Come venne eseguito il controllo sul sangue di Marco Pantani

Come venne svolto il controllo la mattina del 5 giugno? Il prelievo venne eseguito alle 7 e 46 del mattino in una stanza dell’Hotel Touring di Madonna di Campiglio, che ospitava Marco Pantani e la sua squadra, Mercatone Uno. Le operazioni successive di analisi e controllo del sangue, tuttavia, vennero effettuate presso l’Hotel Majestic, distante circa un chilometro. Alla provetta di Pantani venne subito assegnato il codice 11440.

Secondo la Commissione Parlamentare d’Inchiesta non è da escludere che i valori riscontrati la mattina del 5 giugno, sensibilmente difformi da quelli della sera prima e di sei ore dopo, fossero stati ottenuti dopo una manomissione della provetta, operazione che potrebbe essere stata effettuata nel lasso di tempo intercorso tra il prelievo e la misurazione, operazioni svolte in due luoghi diversi.

A sostenere questa tesi, in particolare, è il professor Massimo Locatelli, ematologo e responsabile della Sezione Chimica, Clinica e Tossicologia dell’ospedale San Raffaele di Milano. Audito il 22 maggio del 2022 lo scienziato ha spiegato che a Madonna di Campiglio vi sarebbe stato il tempo ed il modo per manomettere la provetta 11440:

Semplicemente – spiega Locatelli – lasciando una provetta in posizione in piedi i globuli rossi tendono a cadere e ad andare verso il basso e a separarsi in maniera naturale per cui la parte corpuscolata stratifica verso il fondo della provetta. Si crea pertanto una separazione naturale e, agendo sulla parte liquida aspirandone pochissimo, si prelevavano 3.5 ml. di sangue, facendo il conto che per un ematocrito di 48 bastava togliere 150 microlitri, vuol dire prendere pochissima roba per intenderci. Se avete presente le pipettine che si usano per dispensare le gocce basta aspirare un pochino, senza riempire neanche tutto il cilindretto.

Secondo il professor Locatelli, dunque, sarebbe stato teoricamente possibile variare l’ematocrito semplicemente effettuando una piccola deplasmazione, manovra che spiegherebbe anche il dato difforme sulle piastrine tra Madonna e Imola. Spiegava sempre Locatelli:

 Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, perché quando tu lasci sedimentare il sangue succede che vanno verso il fondo i globuli rossi, mentre nel sangue, che è composto da globuli rossi, globuli bianchi e da piastrine, le piastrine e i globuli bianchi tendono invece a rimanere nella parte liquida, in particolar modo le piastrine. Questo fa sì che se io vado a riconsiderare gli altri parametri, in particolar modo le piastrine, vedo che queste sono più basse nel primo campione (di Madonna di Campiglio), ritornano ai valori abituali dell’atleta se guardo il profilo in un successivo campione (di Imola).

Marco Pantani al Tour De France del 1998 dopo aver vinto, quello stesso anno, anche il Giro d’Italia
Marco Pantani al Tour De France del 1998 dopo aver vinto, quello stesso anno, anche il Giro d’Italia

Chi effettuò prelievo e controllo sul sangue di Pantani

La sentenza del Tribunale di Trento, che assolse Marco Pantani dall’accusa di frode sportiva, ha ricostruito i protagonisti del controllo sull'atleta. A indicare gli atleti che il 5 giugno avrebbero dovuto sottoporsi al prelievo fu il dottor Antonio Coccioni, ispettore medico dell’Unione Ciclistica Internazionale (U.C.I.). Le operazioni invece vennero eseguite da un’equipe dell’Azienda ospedaliera Sant’Anna di Como costituita dai dottori Eugenio Sala (in qualità di responsabile), Michele Partenope (addetto ai prelievi) e Mario Spinelli (addetto alle operazioni di analisi di laboratorio).

Il prelievo ematico su Marco Pantani venne eseguito da Partenope in una stanza dell’Hotel Touring di Madonna di Campiglio. Il dottor Sala etichettò la provetta mentre Spinelli eseguì l’analisi e il controllo – tramite un apparecchio portatile – presso l’hotel Majestic.

Secondo il protocollo U.C.I. all’epoca in vigore, ottenuto dalla Commissione Parlamentare d’Inchiesta, "contrariamente a quanto sostenuto dai componenti dell’équipe medica nelle diverse occasioni in cui sono stati sentiti", "le provette non devono essere etichettate dopo l’analisi del sangue e devono rimanere anonime", all’evidente fine di non consentire in alcun modo la loro tracciabilità. Invece non andò così:

Secondo quanto emerso dalle audizioni svolte da questa Commissione, l’etichetta recante il numero 11440 (assegnato alla provetta contenente il sangue prelevato a Pantani) venne apposta alla presenza di tutti coloro che si trovavano nella stanza ove il prelievo venne eseguito, con evidente pregiudizio della garanzia dell’anonimato. Tale grave violazione di una regola fondamentale rende ulteriormente plausibile l’ipotesi della ‘manomissione' del campione di sangue di Pantani e possibile la spiegazione fornita dal professore Locatelli.

La provetta contenente il sangue di Marco Pantani fu davvero manomessa? Secondo la Commissione Parlamentare Antimafia questa ipotesi deve essere presa seriamente in considerazione. E – se davvero andò in questo modo – perché venne ingannato uno degli sportivi all'epoca più amati? Qui entrano in ballo altro motivazioni che nulla hanno a che fare con lo sport. Nel giugno del 1999, infatti, vi erano certamente boss della Camorra che avevano scommesso centinaia di milioni di lire sulla sconfitta di Marco Pantani al Giro d’Italia e che avevano dunque tutto l’interesse affinché il Pirata non arrivasse a Milano in maglia Rosa.

Ma di questo vi racconteremo presto.

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