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Tour de France 2026

La Grand Dèpart del Tour de France tra l’omaggio a Barcellona e il rischio dei separatisti catalani

Il Tour de France 2026 scatta dalla Spagna. Una scelta che sempre più costantemente si ripete dal lontano 1954 e che questa volta omaggia la cultura e la tradizione catalana. Ma con un pericolo manifesto che ha già fatto scattare misure di sicurezza straordinarie.
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Tour de France al via, dalle strade catalane di Barcellona, in Spagna domani, sabato 4 luglio. Non è un prima volta, anzi. Oramai i Grand Tour stanno sempre più sconfinando in altri Paesi, non sempre limitrofi, alla ricerca del massimo spettacolo e coinvolgimento globale. Ma questa volta, la scelta potrebbe rivelarsi un pericolo boomerang organizzativo: diverse associazioni indipendentiste hanno già comunicato la volontà di presenziare lungo i percorsi delle tre tappe, pronti a manifestazioni pubbliche approfittando dell'altissima visibilità medianica dell'evento. E il rischio di disordini, ricordando i recenti precedenti alla Vuelta, è dietro l'angolo.

Il Tour e la Grande Dèpart da Barcellona: tributo storico, sportivo e culturale al mondo catalano

La prima storica Grand Départ fuori dai confini francesi risale al 1954, quando la corsa prese il via da Amsterdam, nei Paesi Bassi: prima di allora il Tour era sempre partito dalla Francia. Oggi, 72 anni più tardi ecco il via da Barcellona, una decisione basata su una volontà condivisa per rendere omaggio a tre elementi principali: la cultura ciclistica catalana, l'arte e l'identità della città e la storia olimpica legata alla capitale della Catalogna, dove si svolgeranno le prime due tappe, fino alla terza quando si entrerà dai Pirenei in territorio francese.

Una tradizione di cui il Tour detiene il record personale di maggior numero di partenze estere, ben 27 volte compresa l'attuale, ma che è anche oramai marchio distintivo degli altri due Grand Tour del circuito UCI, il Giro d'Italia e la Vuelta a España. Nel caso della Corsa Rosa, il primo via oltre confine risale al 1965 quando si partì da San Marino (e l'ultima edizione ha visto le prime tre tappe in terra bulgara) mentre per la Vuelta a España si sono dovuti attendere gli anni 90 quando, nel 1997, la partenza venne data da Lisbona (mentre l'edizione 2025 è scattata per la prima storica volta, dall'Italia con la Salida Oficial ospitata in Piemonte).

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La minaccia degli indipendentisti catalani: scattate nuove misure di sicurezza a difesa del Tour

A muoversi in principal modo sono state l'Assemblea Nacional Catalana e l'Òmnium Cultural, due delle principali organizzazioni indipendentiste, che hanno annunciato una mobilitazione coordinata lungo le tre tappe catalane ad inizio Tour. Con un comunicato congiunto hanno annunciato di voler riempire i bordi delle strade con le "estelada", le bandiere non ufficiali dell'indipendentismo catalano, oltre a striscioni e messaggi per sfruttare l’audience globale dell'evento. Hanno mappato il tracciato e stanno reclutando centinaia di volontari e attivisti.

L'iniziativa, ovviamente volta ad un attivismo pacifico e dimostrativo, ha pero allertato il Governo catalano e l' "Ajuntament de Barcelona" (il Comune di Barcellona) hanno subito attivato un piano speciale di sicurezza e mobilità che prevede un dispiegamento massiccio di Mossos d’Esquadra e Polizia Nazionale, oltre al rafforzamento della sorveglianza sui punti critici del percorso e un monitoraggio preventivo attraverso il coordinamento con ASO, gli organizzatori del Tour, per anticipare eventuali interruzioni.

Il precedente pericoloso della Vuelta 2025: le manifestazioni degenerate in tafferugli da parte dei ProPal

Al momento le intenzioni dichiarate sono di visibilità simbolica (bandiere, striscioni), senza alcun intervento fisico nei confronti dei corridori e dell'organizzazione del Tour, tuttavia, il rischio di disordini esiste: in Catalogna le manifestazioni indipendentiste spesso degenerano e il pericolo è ritrovarsi negli stessi tafferugli che hanno caratterizzato l'ultima Vuelta. In quell'occasione, ci furono multipli blocchi della strada, interruzioni di tappe, invasioni di percorso e annullamento della finale a Madrid da parte di manifestanti ProPal, contro la squadra Israel-Premier Tech che portarono a centinaia di arresti e un fortissimo impatto sull’immagine della corsa.

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