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Tour de France 2026

Sepp Kuss sbanda due volte in discesa prima dell’Alpe d’Huez: salvato dal muretto sullo strapiombo

Un brutto doppio errore in discesa ha condizionato la prova di Sepp Kuss: l’americano ha rischiato moltissimo nel secondo episodio dove il peggio è stato evitato da un muretto e dalle protezioni.
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Una giornata infelice da parte di Sepp Kuss, l'ex gregario di Jonas Vingegaard con la licenza di osare. Se nella 19a tappa ha provato a farsi spazio nella prima ascesa dell'Alpe d'Huez entrando nella fuga di giornata poi divorata dal ritorno del cannibale Pogacar, nel corso della 20a che prevedeva una nuova scalata alla mitica vetta francese, a mettersi di mezzo è stata la sfortuna e la stanchezza. Mentre si trovava in fuga solitaria poco prima di affrontare gli ultimi decisivi tornanti è caduto due volte nell'arco di pochi chilometri: la seconda, a ridosso di uno strapiombo, venendo frenato dal muretto in cemento e da una rete di protezione quantomai opportuna per evitare conseguenze che sarebbero state impressionanti.

La fuga di Kuss, il secondo tentativo di vittoria svanito

Insieme a Richard Carapaz, che ha vinto la sua seconda tappa di questa edizione, la più bella perché sull'alpe d'Huez e in maglia a pois, da leader degli scalatori, categoria che al Tour de France da sempre viene osannata quasi fossero dei da venerare, Sepp Kuss è stato l'assoluto protagonista della due giorni d'alta montagna. Sempre in fuga, sempre pronto a rilanciare, sempre alla ricerca di un successo personale. Che sabato pomeriggio sembrava finalmente arrivare dopo essersi scrollato di dosso Jay Hindley, Lenny Martinez e infine un coriaceo Richard Carapaz. Per l'americano della Visma, finalmente una giornata di trionfo: peccato che la poca lucidità e la discesa gli hanno giocato un doppio uno-due decisivo.

La doppia sbandata, Kuss rischia grosso sul bordo del burrone

Proprio quando si trovava in fuga solitaria avendo scollinato per primo, Kuss ha visto prima ridursi al lumicino poi vedersi sorpassato da Carapaz in discesa. Una prima sbandata, a ridosso di un sottopassaggio, a fronte montagna: una frenata, una lieve sfregata sul fianco destro e via. Il problema principale è stato soprattutto aver perso lo slancio, poi ripreso come il vantaggio.

Fino alla seconda fatale sbandata che poteva costare ben più del 3° posto finale: l'americano ha perso la traiettoria in una curva a strapiombo sulla desta: solo il muretto in cemento e le protezioni lo hanno salvato dal peggio. Ma il danno era stato oramai fatto: sanguinante è ripartito, con Carapaz oramai scappato via e con Evenepoel che poi lo ha fulminato nello sprint al traguardo.

Perché Kuss era in fuga: la strategia cambiata dalla Visma dopo il ritiro di Vingegaard

Sepp Kuss ha provato la vittoria in solitaria una volta che i piani della Visma sono saltati per aria per la caduta e conseguente ritiro di Jonas Vingegaard domenica 12, quando si era fratturato la clavicola. Da quel momento in poi, le strategie sono cambiate con la squadra che ha imposto come dictat principale una vittoria di tappa, che alla fine è sempre sfumata. Ma tutti, a turno, sono entrati nelle fughe di giornata, provando a creare scompiglio: oltre a Kuss, Armirail e Piganzoli ci hanno provato, fallendo ogni tentativo.

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