José Martì, il “medico del doping” di Armstrong rispunta dopo 12 anni: sta crescendo il baby fenomeno Noval
Nel 2012 José "Pepe" Martì era stato squalificato per un totale di 17 anni, escluso da ogni attività sportiva professionistica del ciclismo a seguito dello scandalo doping che aveva colpito Lance Armstrong di cui era stato uno dei medici di squadra, consenziente con le pratiche scorrette dell'americano. Oggi, ancora in piena sanzione, Martì è stato vicino al giovanissimo talento spagnolo di soli 15 anni, Benjamin Noval Sanchez attuale campione del mondo a Montreal nella cronometro juniores. Nel 2024 era stato sottoposto ad un test a sorpresa e al suo fianco c'era proprio Martì: solo un cavillo burocratico ha evitato a Noval di evitare una squalifica che per molti era ritenuta inevitabile.
Cos'è accaduto: il test antidoping di Noval e la presenza di Martì
Tutto è accaduto quando a 15 anni, lo spagnolo Benjamin Noval Sanchez fu costretto a sottoporsi ad un test antidoping a sorpresa, raggiunto senza preavviso dagli agenti dell'UCO, l'unità della Guardia Civil incaricata dall'Agenzia Nazionale Antidoping spagnola (Celad) per verificare la correttezza dei corridori. Un test risultato negativo ma che ha rischiato di diventare comunque un boomerang per la giovane stella spagnola perché i regolamenti, rigidissimi in questi casi, vietano ogni minimo contatto con tesserati squalificati.
Martì aveva infatti subito una squalifica durissima a seguito del processo per doping che aveva coinvolto agli inizi degli anni 2000 Armstrong e tantissimi altri suoi compagni di squadra per ciò che è passato alla storia come un sistema vietato e deviante "strutturato" con un uso metodico di sostanze vietate. Un coinvolgimento diretto che gli costò, prima una squalifica a vita e poi 15 anni di stop forzato, avendo svolto il ruolo centrale nella US Postal, il team in cui correva l'americano, in cui non era solo un semplice preparatore ma il principale gestore "logistico" per il trasporto e il trasferimento di prodotti illeciti. Una squalifica che scadrà solamente nel 2027 ma che evidentemente non ha frenato Martì.
Il cavillo burocratico che ha salvato Noval dalla squalifica
La sua presenza al fianco di Noval ha scatenato un putiferio, con molti che hanno chiesto la sospensione del giovane spagnolo, regolamento alla mano: la CELAD, cioè l'Agenzia antidoping francese aveva richiesto infatti una sospensione di 18 mesi per il corridore che si è subito scusato pubblicamente, sostenendo che non fosse a conoscenza dell'illegalità delle azioni e dei precedenti di Martì. L'ammissione del ragazzo avrebbe spinto le autorità spagnole a fermare il procedimento e alla fine revocare la sospensione, lo scorso novembre. Motivo? Un cavillo burocratico: il caso è stato dichiarato "nullo e non valido" a causa di un ritardo nella gestione del caso, oramai superiore ad un anno dal primo accertamento.
Noval, oggi è campione del mondo juniores a crono
Una storia torbida che riporta alla luce la presenza nel circuito ciclistico di personaggi che in passato si sono macchiati o sono stati coinvolti in scandali più o meno gravi, come il famoso caso del doping strutturato di Armstrong. Oggi Martì risulta ancora estromesso dal circuito, mentre Noval ha potuto continuare a correre senza interruzioni, fino al raggiungimento del sogno più grande: riuscire a vincere il campionato del mondo. Traguardo arrivato puntualmente a Montreal nella prova a cronometro di questo settembre.