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Giro d'Italia
24 Maggio 2021
18:07

Giro d’Italia, l’attacco ai ciclisti: “Troppi piagnistei, non c’erano condizioni estreme”

La 16esima tappa del Giro d’Italia è stata vinta da Bernal ma è stata soprattutto molto complicata. A causa di problemi tecnici è saltata una parte della diretta TV Rai e il percorso è stato modificato a causa delle condizioni meteo. Il direttore della corsa Mauro Vegni ha attaccato, però, i ciclisti: “I ciclisti hanno scelto questo lavoro, i rischi ci sono e le condizioni non erano estreme”.
A cura di Alessio Morra
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Egon Bernal ha vinto la 16a tappa del Giro d'Italia 2021 e soprattutto sembra aver chiuso definitivamente i giochi. La tappa però è stata contraddistinta da due episodi importanti. Il primo ha riguardato la tv. Perché la Rai non è riuscita a trasmettere in diretta le immagini della gara, in particolare i momenti principali per via delle condizioni meteorologiche. Le proteste degli appassionati sono state notevoli. E a causa delle condizioni meteo l'organizzazione ha dovuto modificare il percorso della tappa cancellando il Passo Fedaia e soprattutto il Pordoi. Il direttore della corsa Mauro Vegni ha parlato del percorso che è stato riveduto e corretto e ha attaccato i corridori.

In una lunga intervista rilasciata al ‘Processo alla Tappa' su Rai 2 Vegni ha parlato di questa tappa e fatto capire che sono stati i corridori a non voler salire sul Pordoi.

I corridori volevano partire? Bisognerebbe vedere quale è la verità. Quando si inizia a fare circolare voci tra i corridori è difficile contenerle. Vista la condizione abbiamo deciso di non fare disputare le salite, era la richiesta iniziale dei corridori. Lo abbiamo fatto per non trovarci di fronte a scene non belle come è accaduto altre volte. Ci siamo accordati per fare una gara vera arrivando a Cortina.

Non c’erano condizioni estreme. Il ciclismo è fatto anche di questo, lo abbiamo visto nel passato, ma bisognerebbe non continuare a fare pietismi su un lavoro che è una scelta: qualche rischio c’è. I corridori devono capire che questa è la loro attività: noi cerchiamo di proteggerli ma è chiaro che si troveranno di sempre una difficoltà, altrimenti diventa un altro sport.

Dunque mentre l'Italia applaude Damiano Caruso salito al secondo posto della classifica generale, il direttore della corsa Vegni si arrabbia con i corridori e fa capire che in queste ultime tappe del Giro d'Italia l'antifona cambierà:

Da qui in avanti i rapporti li farò con i corridori e non con le squadre. C’è da capire quando sei dipendente di una squadra o no, perché le squadre dicono una cosa e poi i corridori un’altra, cambiamo opinioni troppo spesso e questo non ci dà la possibilità di avere chiarezza.

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