Mancano pochi giorni alla ripartenza della stagione ciclistica, e anche Davide Cassani è impaziente di vedere come se la caveranno i corridori in questo calendario rivisitato e modificato a causa dell'emergenza Coronavirus. In occasione dell'uscita del suo nuovo libro ("Il ciclista curioso", scritto con Giacomo Pellizzari ed edito da Rizzoli), il commissario tecnico della Nazionale ha analizzato davanti alle nostre telecamere i prossimi impegni di Nibali e degli altri corridori.

"Sarà una stagione unica, mi auguro non ripetibile – ha spiegato Cassani a Fanpage.it – I corridori vengono da un lungo stop, non corrono dall'anno scorso e non so come potranno reagire. Sarà sicuramente una stagione che potrebbe rivelarsi sorprendente, e le prime sorprese potrebbero arrivare dalla ‘Sanremo' e dalla ‘Lombardia'. Soprattutto la ‘Milano-Sanremo", se dovesse esserci molto caldo, è una corsa completamente diversa rispetto a quella di marzo e quindi potrebbero esserci grandi sorprese".

Il Giro d'Italia in ottobre nasconde delle insidie?
"Il Giro d'Italia in quel mese ovviamente crea qualche timore, perché i corridori dovranno affrontare tappe come quella dello ‘Stelvio' e quella del ‘Colle d'Agnello' con il rischio di trovare condizioni meteo difficili. Ci vuole un pizzico di fortuna, mi auguro che in quei giorni ci sia la possibilità di assistere a delle tappe belle, magari anche soleggiate".

Chi può essere il grande favorito della corsa rosa?
"Penso che Vincenzo Nibali sia comunque uno dei grandi favoriti, perché è un corridore esperto, ha ancora fame e voglia di allenarsi, di vincere e sacrificarsi, e credo che abbia superato meglio degli altri questo difficile momento. Perché è esperto ed è un campione paziente. Penso che sarà lui il punto di riferimento del ciclismo italiano. Sono curioso di vedere come se la caverà Fabio Aru, che da qualche tempo non va fortissimo e che speriamo abbia risolto il problema alla gamba. Spero possa tornare quello di prima. E poi Giulio Ciccone, che da compagno di squadra di Nibali può certamente imparare cose positive".

Come stai vivendo il dramma di Alex Zanardi?
"Con tristezza e malinconia, perché Alex è un amico. È una persona straordinaria, che ha lottato e sta lottando ancora una volta per la vita. Già tanti anni fa è riuscito a superare un momento difficile e drammatico e a sconfiggere la morte. Di quell'incidente e del post ne parla sempre con il sorriso, perché si sente fortunato a poter fare qualcosa che ama. Spero tanto che riesca a superare anche questo momento drammatico, perché Alex merita tutto il bene di questo mondo".

Cosa possono trovare nel tuo libro i nostri lettori?
"Si tratta di un libro scritto insieme a Giacomo Pellizzari non per un ciclista furioso, ma per un ciclista curioso. È dedicato per chi vuole andare in bicicletta e curiosare su percorsi che, secondo me, non sono così famosi. Perché lo abbiamo scritto? Perché la bicicletta non è solo Giro d'Italia o Tour de France, e arrivi ad una certa età che diventi curioso e hai voglia di godere di tutto quello che ti circonda".