Passerà alla storia come uno dei velocisti più forti di sempre. Mark Cavendish, campione del ciclismo originario dell'Isola di Man, ha vinto la sua gara più difficile e importante contro la depressione. Il classe 1985 che nella sua carriera ha collezionato tantissimi successi, ha raccontato ai microfoni del Times, la sua battaglia e personale conclusasi fortunatamente con una vittoria. Il tutto senza fare ricorso a farmaci e antidepressivi.

Chi è Mark Cavendish, campione del ciclismo

Mark Cavendish è un ciclista su strada e pistard britannico che corre per il tema Bahrain-McLaren. Considerato uno dei velocisti più forti di tutti i tempi ha conquistato in carriera oltre ad un campionato del mondo in linea, anche tre titoli mondiali su pista, una Milano-Sanremo, 30 tappe al Tour de France, 15 al Giro d’Italia e 3 alla Vuelta di Spagna. Ha vinto in almeno un’occasione la classifica a punti di tutti e tre i grandi Giri. Il campione dell'Isola di Man (territorio situato in Europa settentrionale, nel Mar d'Irlanda, tra le due isole dell'Irlanda e della Gran Bretagna,  la cui responsabilità è affidata al Regno Unito), è uno abituato alle sfide e ai testa a testa non solo in pista. Nella sua ultima intervista Cavendish ha raccontato la sua battaglia contro la depressione.

Mark Cavendish racconta la battaglia contro la depressione

Fortunatamente Cavendish è riuscito a sconfiggere la depressione clinica diagnosticatagli due anni fa. Il peggio è alle spalle per il campione che si è lasciato aiutare da un esperto, senza fare ricorso ad antidepressivi: "Non solo la mia salute fisica è stata compromessa negli ultimi due anni. Durante questo periodo ho combattuto molto contro la depressione clinica, che mi è stata diagnostica nell'agosto 2018. Ero al buio. E sono dall'altra parte, grazie. Penso di esserne uscito, ed è bello. Non ho preso alcun farmaco".

Cavendish e la scelta di ridursi lo stipendio per il Coronavirus

Mark Cavendish ora sta seguendo una tabella di allenamenti personalizzati in attesa di capire come si evolverà la stagione. Il ciclista a causa dell'emergenza Coronavirus è tornato a casa, accettando come i suoi compagni di squadra, la riduzione degli stipendi, con il taglio di tre mesi. Queste le sue parole: "Poter fare ciò che fanno i genitori mi rende felice, mi motiva molto e mi tiene alto il morale".