Brennan fa cinquina alla Vuelta nella Visma “cannibale” senza Pogacar: eguagliato il record di Petacchi

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Senza Pogacar, la Vuelta 2026 ritrova spazio per le imprese: il 21enne Matthew Brennan cala la quinta vittoria personale eguagliando il debutto di Petacchi, portando la Visma | Lease a Bike al record dei sette successi di tappa.

L'assenza di Tadej Pogacar e della sua solita, oppressiva UAE Team Emirates ha spalancato le porte della Vuelta a España 2026 a una dimensione nuova, quasi dimenticata dal ciclismo moderno: quella di una corsa "democratica", dove chi ha il coraggio di osare può finalmente sognare un successo parziale e non soltanto accontentarsi di un piazzamento. Ma se la classifica generale offre spazio ad alternative tattiche, sulle strade veloci della Spagna il "cannibalismo" non è affatto scomparso, ha semplicemente cambiato maglia, tingendosi del giallo-nero. I colori della Visma | Lease a Bike che hanno trovato l'espressione più clamorosa nel talento cristallino di Matthew Brennan, capace di eguagliare il primato del nostro Alessandro Petacchi, targato 2003.

A Siviglia, al termine della 17ª tappa, il ventunenne britannico ha tagliato per primo il traguardo per la quinta volta in questa singola rassegna per un ruolino di marcia impressionante da parte di un debuttante assoluto in un Grande Giro, che consente alla Visma di toccare l'incredibile quota di sette successi di tappa complessivi e di eguagliare il primato di vittorie di squadra in un'unica edizione.

Matthew Brennan alla Vuelta e il record di Alessandro Petacchi

Il dominio del britannico nelle volate della Vuelta evoca paragoni storici d'altissimo profilo visto che per trovare un impatto così devastante di un velocista puro al suo esordio in una grande corsa a tappe, la memoria degli appassionati corre inevitabilmente al nostro Alessandro Petacchi. Correva l'anno 2003 quando "Ale-Jet", indossando i colori della Fassa Bortolo e scortato da un treno perfetto, stravolse le gerarchie dello sprint mondiale alla Vuelta. In quell'edizione il fuoriclasse spezzino fu capace di conquistare ben 5 tappe (ad oggi detenendo ancora il record storico assoluto di 9 successi individuali).

Oggi Brennan, a soli 21 anni e al suo esordio nel gran giro spagnolo, ripercorre quelle orme leggendarie, grazie ad una capacità di lettura dei metri finali insolita per la giovane età con picchi di wattaggio insostenibili per gli avversari anche dopo frazioni tirate. E se Petacchi aveva la Fassa Bortolo, Brennan può godere dell'appoggio incondizionato di una leggenda come Wout van Aert, che in questa Vuelta ha vestito con straordinaria generosità i panni dell'"ultimo uomo", il "pesce pilota" di lusso che si è offerto come straordinario gregario.

La Visma "cannibale" in una Vuelta senza padroni assoluti

Se il discorso per le volate riguarda prettamente gli sprinter, il dato generale che emerge da questa Vuelta 2026 riguarda la redistribuzione del potere in gruppo anche e soprattutto negli arrivi declinati agli scalatori. L'assenza di Pogacar, il monopolizzatore di ogni terreno, ha sbloccato psicologicamente la corsa e soprattutto l'ammiraglia da sempre prima avversaria, la Visma | Lease a Bike che ha saputo occupare il vuoto lasciato dalla UAE. Di cui ha eguagliato fino ad oggi il primato dei 7 successi in una unica edizione. Tra la storia scritta da Brennan e il dinamismo di una corsa finalmente aperta, la Vuelta 2026 ci ha restituito così un ciclismo nella sua essenza più bella: dare la possibilità di sognare, attaccare e vincere.

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