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13 Gennaio 2023
9:05

Zaniolo furioso, affronta l’arbitro nello spogliatoio: gli scappa una brutta frase

A cosa si riferiva? Con ogni probabilità alla tolleranza da parte del direttore di gara rispetto ad alcune entrate al limite. Zaniolo rischia la squalifica ma è finito sotto i riflettori anche per un altro motivo, lo ha spiegato José Mourinho che è intervenuto in sua difesa.
A cura di Maurizio De Santis
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Zaniolo furibondo alla fine del primo tempo, strappa la maglia e poi dice qualcosa al direttore di gara, Feliciano.
Zaniolo furibondo alla fine del primo tempo, strappa la maglia e poi dice qualcosa al direttore di gara, Feliciano.

Nicolò Zaniolo ha dato tutto ma non è bastato per lasciare il segno nella sfida di Coppa Italia contro il Genoa. Ci ha pensato Paulo Dybala nella ripresa a chiudere i conti e a consegnare la qualificazione ai quarti, dove la Roma incrocerà il Napoli o la Cremonese (in campo il 17 gennaio).

Il calciatore ha vissuto con molta intensità tutta la partita, questione di agonismo e voglia di spaccare il mondo anche a dispetto di quei fischi ingenerosi che gli sono piovuti addosso da una parte dell'Olimpico che nulla più gli perdona.

Il tormentone sul rinnovo del contratto entra nel corredo accessorio di chiacchiere e brusio sul futuro, di critiche alimentate da chi da lui si aspetta sempre di più. "Le pressioni fanno parte del calcio – ha ammesso ai microfoni di Mediaset prima dell'incontro -. A certe cose sono abituato. L’importante è lavorare per la squadra e fare quello che ti chiede l'allenatore. Il resto non mi interessa…".

Il gesto di rabbia del calciatore della Roma: strappa la maglia alla fine del primo tempo.
Il gesto di rabbia del calciatore della Roma: strappa la maglia alla fine del primo tempo.

Taci e pensa a giocare, deve averlo ripetuto più volte a se stesso provando a restare concentrato solo sul campo. E in campo quel furore s'è visto, forse anche troppo in alcuni frangenti quando alla fine della prima frazione – come ripreso dalle telecamere – s'è lasciato sfuggire qualche parola di troppo e quella che è sembrata una bestemmia.

Perché era arrabbiato? Con chi ce l'aveva Zaniolo? Che fosse visibilmente contrariato lo si era capito prima ancora da un gesto plateale: aveva strappato la maglia in segno di sfogo, un po' perché sera dannato l'anima ma non era riuscito a sfondare e un po' perché certe decisioni dell'arbitro – Ermanno Feliciano – non gli erano piaciute.

L'interpretazione molto all'inglese, certe punizioni non fischiate hanno portato il giocatore a discutere con una certa enfasi (comprensibile, quando l'adrenalina è in circolo) fino a lasciarsi sfuggire una brutta espressione nel tunnel degli spogliatoi. "È fallo… p***o ***!", è il labiale colto dalle telecamere che hanno seguito il calciatore in quel frangente. E adesso rischia la squalifica.

A cosa si riferiva? Con ogni probabilità alla tolleranza da parte del direttore di gara nei confronti di un certo trattamento che gli era stato riservato da Dragusin, il difensore del Genoa con il quale ha ingaggiato un duello senza esclusione di colpi: gomiti alti, tackle ed entrate al limite fino a quando i due non sono arrivati faccia a faccia, testa a testa.

Zaniolo e Dragusin faccia a faccia durante la gara di Coppa Italia.
Zaniolo e Dragusin faccia a faccia durante la gara di Coppa Italia.

Zaniolo è finito sotto i riflettori anche per un altro motivo. José Mourinho è intervenuto in suo favore in conferenza stampa censurando i fischi che gli erano stati rivolti nel corso dell'incontro. "Capita di giocare bene o meno bene, ma quando un giocatore dà tutto quello che ha per me va bene così. Per questo dico che sono dispiaciuto per i fischi a Zaniolo".

Il tecnico se l'è presa con una persona in particolare, l'ex difensore giallorosso Vincent Candela, che aveva criticato Zaniolo per la prestazione nella sfida di San Siro contro il Milan. "Se vieni stipendiato dalla Roma non puoi dire certe cose. Mi spiace solo che la mia società non ha la forza e la personalità per andare dritta su queste situazioni".

 
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