Wayne Rooney non vuole ‘scudetti di cartone’: ma il caso del Manchester City è diverso da Juve e Inter
Wayne Rooney non vuole che al "suo" Manchester United siano attribuiti titoli che non ha meritato sul campo e revocati al Manchester City per l'accusa di aver violato le regole finanziarie. Tradotto nel ‘gergo' italiano, dov'è ancora materia di discussione per quanto accaduto dopo Calciopoli, non gradisce uno scudetto di cartone. Il riferimento è soprattutto alla stagione 2011-2012, quando i Red Devils arrivarono secondi: "Vorrei che li spedissero nella serie più bassa possibile".
Una linea durissima sulla possibile sanzione da infliggere e altrettanto netta sul passato, ma con una linea di confine precisa: non ritiene corretto trasformare il secondo posto del Manchester United in una vittoria a distanza di anni e, per giunta, senza che sia stata maturata sul campo. "Se ci fosse una medaglia, non mi sentirei a mio agio nel prenderla. Mi sentirei a mio agio se venisse tolta a loro, ma non mi sentirei a mio agio nell'accettare una medaglia per il secondo posto".
Il caso di Juve e Inter è differente dal Manchester City
Il riferimento allo "scudetto di cartone" porta con sé la connessione stretta a Calciopoli e a ferite mai veramente rimarginate nel calcio italiano. Nel 2006 alla Juventus vennero revocati i titoli dei campionati 2004-2005 e 2005-2006 dopo le sentenze sportive e lo scudetto del campionato 2005-2006 venne assegnato all'Inter, che era arrivata seconda. L'esempio spiega solo la questione sollevata da Rooney ma rispetto al caso del Manchester City il merito è diverso.
Calciopoli, infatti, riguardava le condotte di dirigenti e club nei rapporti con il sistema arbitrale e la volontà stessa di indirizzare le designazioni per favorire una squadra nella corsa al titolo. Il procedimento della Premier League contro il City, invece, fa stretto riferimento a violazioni delle regole finanziarie, tra cui gli obblighi di fornire informazioni economiche accurate.
Rooney: "Non credo che ce lo meritassimo"
La stagione 2011-2012 è ancora uno dei ricordi più dolorosi della storia recente del Manchester United. La squadra di Sir Alex Ferguson chiuse il campionato a pari punti con i diretti rivali del City (allora allenato da Roberto Mancini), ma perse il titolo per differenza reti: fu il gol segnato Aguero al 93° contro il QPR a spostare l'ago della bilancia. Rooney faceva parte di quella formazione ma non ritiene che una eventuale punizione debba modificare quanto cristallizzato dai risultati. "Non credo lo meritassimo quel titolo", ecco perché adesso sostiene che togliere il titolo al City non significa incoronare automaticamente i Red Devils. "Quell'anno non abbiamo fatto abbastanza per vincere la lega. Penso che fossimo in vantaggio di sei o sette punti con quattro o cinque partite da giocare e l'abbiamo buttata via".