Un ex difensore del Cagliari sfida Infantino per la presidenza FIFA: chi è Ramon Vega
Ramon Vega torna all’attacco e prepara una nuova candidatura alla presidenza della FIFA. L’ex difensore svizzero, che in carriera ha giocato anche in Serie A con il Cagliari, vuole provare ancora una volta a contendere il vertice del calcio mondiale a Gianni Infantino.
A un anno dalle prossime elezioni, l'attuale numero uno del calcio mondiale, potrebbe dunque trovarsi di fronte al primo candidato ufficialmente intenzionato a sfidarlo.
Il terzo tentativo di Vega
Vega non è un volto nuovo nella politica del calcio internazionale perché aveva già provato a candidarsi alla presidenza FIFA nel 2015, dopo la sospensione di Sepp Blatter, e nuovamente quattro anni più tardi: in entrambe le occasioni, però, il progetto si era fermato prima ancora di arrivare al voto perché non era riuscito a raccogliere l'appoggio minimo richiesto: almeno cinque delle 211 federazioni affiliate alla FIFA. Questa volta l’obiettivo è riuscire a trasformare l’annuncio in una candidatura effettiva.
Per chi non lo ricordasse, Ramon Vega era un difensore centrale che ha costruito gran parte della sua carriera tra Svizzera e Inghilterra, vestendo tra le altre le maglie di Grasshoppers, Tottenham e Watford oltre alla parentesi italiana. Dopo il ritiro dal calcio giocato si è avvicinato alla politica sportiva e alla governance del calcio internazionale, arrivando già due volte a tentare la candidatura alla presidenza della FIFA.
Il programma di Ramon Vega
Nel presentare la propria candidatura Vega ha scelto parole molto dure sulla gestione attuale della FIFA, indicando nella riforma della governance e nella ricostruzione della fiducia le priorità del suo programma: "Mi candido per riunire la famiglia del calcio mondiale, realizzare una riforma autentica e duratura, modernizzare la FIFA per il XXI secolo, ripristinare stabilità e credibilità e ricostruire la fiducia di cui il nostro sport ha urgentemente bisogno. Mi candido perché la mia vita mi ha preparato a servire questo sport".
L’ex calciatore svizzero ha allargato il discorso al rapporto tra istituzioni e mondo del calcio, sostenendo che il potere non possa diventare più importante dello sport stesso: "Il calcio non appartiene ai presidenti, alle confederazioni o agli amministratori. Il calcio è più grande di qualsiasi carica, individuo o istituzione. È lo sport del popolo e appartiene a tutti: giocatori, allenatori, arbitri, tifosi, volontari, club, leghe, associazioni e comunità che danno vita al calcio. Appartiene a ogni bambino che scopre questo sport, a ogni professionista che porta con sé le speranze di una nazione e ai miliardi di tifosi la cui passione rende il calcio lo sport del mondo. Il calcio deve sempre venire prima di tutto. Eppure, per troppo tempo, la divisione ha fratturato la nostra famiglia del calcio. L’attuale leadership ha demoralizzato il calcio. Una governance debole ha danneggiato la credibilità della FIFA ed eroso la fiducia all’interno della famiglia del calcio mondiale. Dobbiamo impedire che questo conflitto degeneri".
Vega: "Il calcio è al pronto soccorso"
Nel manifesto di Ramon Vega trova spazio anche un attacco ancora più diretto alla situazione attuale dell’organizzazione e individua nei conflitti interni e nella gestione della governance uno dei principali problemi da affrontare: "Le battaglie dettate dall’ego all’interno dell’amministrazione calcistica non devono mai essere autorizzate a danneggiare coloro che contano di più: i giocatori, gli allenatori, gli arbitri e i tifosi di tutto il mondo. Non sono responsabili di questi conflitti. Meritano di meglio. Il calcio è al pronto soccorso, tenuto in vita artificialmente. Non possiamo aspettare oltre. La FIFA ha bisogno di una nuova direzione e di una riforma fondamentale. Dobbiamo riunire la famiglia del calcio, ripristinare la fiducia, portare stabilità e modernizzare la governance della FIFA. Questo richiede un cambiamento deciso, non aggiustamenti cosmetici".