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Spalletti e la Juve: la decisione che può rivoluzionare tutto dopo l’eliminazione dalla Champions

Dopo il verdetto indigesto in Coppa, il “cosa succede con Spalletti” è la domanda ricorrente. Ha senso mettere nero su bianco adesso senza la certezza del piazzamento Champions in Serie A? Il messaggio arrivato dopo la partita è stato chiaro.
A cura di Maurizio De Santis
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Luciano Spalletti merita il rinnovo com la Juventus? In diretta tv Giorgio Chiellini ha chiarito che non ci sono ombre al riguardo e che l'intenzione è proseguire il rapporto di collaborazione con l'allenatore arrivato al posto di Igor Tudor, firmando un contratto solo di 6 mesi. Ma dopo l'eliminazione col Galatasaray la domanda serpeggia tra tifosi e addetti ai lavori. I bianconeri sono usciti a testa alta dalla Coppa, con un carico di rimpianti (per aver resto tutto più difficile subendo un pesante 5-2 all'andata) e di recriminazioni (il "rosso diretto" a Kelly col VAR è un boccone amarissimo, nonostante le spiegazioni della Uefa) ma anche con altrettante sensazioni positive.

Perché rinnovare adesso con Spalletti sarebbe un segnale fortissimo

La questione, però, è un'altra: ha senso mettere nero su bianco adesso senza la certezza del piazzamento Champions in Serie A? Le ricadute di una mancata qualificazione sono chiare: meno introiti, meno appeal sul mercato (e possibilità di investimenti ulteriori), maggiore pressione mediatica vincolata a un (ipotetico) fallimento.

È forse proprio questo il punto del segnale, fortissimo, che Chiellini (foto sotto) ha lasciato filtrare parlando in diretta al posto del tecnico che, emotivamente provato, non se l'è sentita di presentarsi ai microfoni. Non si rinnova "nonostante" l'uscita dalla Coppa ma perché si crede che il percorso intrapreso con Spalletti sia quello giusto. Un messaggio di stabilità e fiducia strutturale adesso che la stagione è arrivata a un bivio e c'è da prendere una decisione "rivoluzionaria": la Juve vuole essere una squadra che reagisce semplicemente alle sconfitte oppure costruisce su di esse? Scegliere ora la strada della conferma andrebbe in quest'ultima direzione, aspettare e legare tutto al risultato finale alimenterebbe solo perplessità in una fase che necessita di sicurezze.

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Il tecnico merita la riconferma? Vediamo perché

Nel clima di delusione per il risultato, lo sguardo della Juventus si sposta già verso il futuro. Dopo il verdetto indigesto della Champions, il "cosa succede adesso con Spalletti" è il pensiero che ha sfiorato molti con una propensione verso il rinnovo di fiducia di cui Chiellini in tv ha parlato come "una priorità" con la volontà di formalizzare un accordo senza ulteriori esitazioni. Nonostante tutto, l'allenatore sembra essersi guadagnato sul campo il merito di stare (ancora) sulla panchina bianconera per 3 buone ragioni:

  • Ha dato (finalmente) un'identità alla squadra. Dopo tanti alti e bassi, Spalletti ha rimesso al centro un concetto semplice ma fondamentale: identità di gioco. Pressione alta, coraggio, responsabilità individuale, soluzioni tattiche hanno scandito un modo diverso di interpretare le partite e leggerle in corso. Anche nella serata amara di Champions, la squadra ha reagito, ha combattuto, ha dimostrato carattere. Anzi, in 10 contro 11 è stata (quasi) eroica, esprimendo anche un buon calcio.
  • Ha ricompattato ambiente e spogliatoio. L'ovazione dello Stadium dedicata ai calciatori a fine gara è stata un segnale chiaro, come sottolineato dallo stesso Del Piero: quando dai tutto e onori la maglia allora rendi orgogliosi (anche) i tuoi tifosi. E il fatto che dalla dirigenza sia arrivato un messaggio forte (nessun dubbio sul progetto tecnico) è già un importante passo in avanti.
  • Non si può ricostruire un ciclo cambiando sempre allenatore. Il rinnovo sarebbe un segnale evidente: conta l'idea, il progetto e quel che si vuole fare davvero non può dipendere dall'emotività di una sconfitta. Blindare adesso Spalletti dà l'idea di una programmazione vera e di fiducia nel percorso intrapreso.

Posto che la Juve decida di continuare – come sembra – con Spalletti, disputare la Champions è fondamentale, oltre che per il prestigio sportivo, per i riflessi economici che comporta sulle casse del club, le cui finanze sono sotto la lente della Uefa per i limiti stringenti del Fair Play finanziario e dei bilanci in rosso passati. A partire dal prossimo confronto diretto con la Roma, la Juve ha 12 partite decisive in Serie A per consolidare un progetto tecnico.

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