La questione degli stipendi è l'ultimo dei problemi da affrontare. Impensabile ipotizzare oggi quando riprendere l'attività agonistica. Damiano Tommasi sintetizza così il proprio pensiero relativamente ai temi sul tavolo, tutti strettamente collegati alla crisi sanitaria che ha investito l'Italia per l'emergenza Coronavirus (qui tutti gli aggiornamenti), stoppato il campionato e le Coppe. Non ci sono le condizioni per andare avanti. All'interno del fronte dei presidenti c'è chi, come Massimo Cellino del Brescia, che ritiene già chiusa la stagione attuale con tutto quel che concerne il danno economico e la soluzione per tamponarlo.

Dovremo vederci, ma non è il tema del giorno, da lanciare sui giornali – ha ammesso il presidente dell'Assocalciatori, Tommasi, nell'intervista a ‘Radio Anch'io Sport’ su Radio Uno -. Il calcio è meno in difficoltà di altri comparti produttivi del Paese, si parla delle mensilità di marzo che scadono il 20 aprile, di una ripresa che non si sa quando sarà, di danni che non sono ancora calcolati, ma sarà l'ultimo dei problemi.

Quando si tornerà in campo? Impossibile dirlo con certezza nonostante il tentativo di fissare maggio (massimo giugno) come periodo in calendario per far ripartire tutta l'attività, sia pure a porte chiuse. Impossibile dirlo adesso che il Governo ha attuato misure restrittive ulteriori per fermare la diffusione del morbo. Impossibile ragionare di cose del genere considerati anche i casi di positività rilevati tra gli stessi calciatori.

Si potesse tornare ad agosto sarebbe già una notizia positiva – ha aggiunto Tommasi -. Tutti noi vorremmo tornare a giocare, sarebbe un segnale di normalità, ma c'è poi tutto il tema sportivo e organizzativo a cui fare fronte come gli interventi sui contratti dei giocatori, lo spostamento delle competizioni e magari anche la possibilità di incidere sulla stagione 2020-2021. Sarebbe un sogno tornare in campo questa estate.