Sarri scatenato, lancia una frecciata a Lotito: “L’allenatore sono io, decido io come si gioca”

Maurizio Sarri è scatenato dopo il 2-2 della Lazio contro l'Atalanta nella semifinale d'andata della Coppa Italia. La Dea ha ripreso i biancocelesti due volte in uno stadio Olimpico praticamente deserto a causa delle proteste dei tifosi: scene surreali che hanno scatenato tutta la furia dell'allenatore alla fine della partita, con qualche stoccata anche verso il presidente Claudio Lotito per alcune dinamiche di mercato che si sono venute a creare in questa stagione. Il toscano parla senza freni delle operazioni in uscita e anche della gestione della squadra, con un focus particolare sul ruolo di Maldini.
Sarri risponde a Lotito
C'è tanta rabbia per aver sprecato due volte il vantaggio nella semifinale d'andata e il ritorno a Bergamo sarà complicato per la Lazio che vuole giocarsi la Coppa Italia fino alla fine. La partita è stata giocata in un clima teso, con la protesta dei tifosi che ha fatto da sfondo al 2-2: lo stadio era praticamente vuoto mentre fuori tutti si scagliavano contro la società come ampiamente preannunciato nei giorni scorsi. Anche Sarri si è tolto qualche sassolino dalla scarpa lasciandosi andare a qualche esternazione su Lotito. In conferenza stampa gli hanno chiesto se avesse bloccato la cessione di Noslin a gennaio, una domanda che ha dato il via alla prima frecciatina della serata: "Scusate, il presidente dice che il mercato lo fa lui e poi l'ho bloccato io? Io di questa storia non ne sapevo niente, ma non è importante".

Ma non è finita qui perché l'allenatore ha continuato a punzecchiare il presidente biancoceleste anche su un altro tema, quello della posizione dei giocatori. La rabbia di Sarri è stata scatenata dal ruolo di Maldini, sul quale in passato Lotito aveva espresso delle indicazioni poco gradite dal tecnico toscano: "Maldini deve giocare esterno? Chi lo sostiene? Peccato che l'allenatore sono io e lo faccio giocare dove dico io. Lui ha sempre fatto il trequartista di centro-sinistra e questo non è previsto nel nostro modulo. Io ho sempre giocato con un attaccante atipico, lui lo interpreta bene in certe giocate. Deve imparare a essere più completo".