La sconfitta contro il Verona, la rimonta in classifica di Inter e Lazio, le voci sul futuro messo in discussione e poi ancora le figure di Allegri e Guardiola che si stagliano all'orizzonte. Alla vigilia della semifinale di andata di Coppa Italia contro il Milan, Maurizio Sarri affronta tutti i temi sul tavolo. A cominciare dalla situazione personale e dalla cena con il presidente, Andrea Agnelli, che ha fatto discutere per la tempistica (è caduta in un momento delicato) e per le indiscrezioni che vorrebbero l'attuale allenatore agli sgoccioli qualora nei prossimi venti giorni la Juventus subisse ulteriori stop clamorosi.

Se non volevo essere sotto esame, facevo domanda alle poste – ha ammesso Sarri in conferenza stampa -. Nel calcio le cose vanno così, soprattutto alla Juventus. Mi sembra una situazione normale, è nelle cose di questo mestiere. Però, siamo arrivati a febbraio in piena competizione per tutte le manifestazioni.

La cena con Agnelli: cosa si sono detti?

A proposito del faccia a faccia con il numero uno dei bianconeri, Sarri minimizza. Lo definisce programmato da tempo, ostenta serenità ma è chiaro che avverte la pressione dell'ambiente nel momento in cui la stagione arriva nella fase più delicata: la semifinale di Coppa Italia, il duello scudetto con Inter e Lazio, la Champions che è alle porte.

Dovevamo fare questa cena dopo la Fiorentina, ma è stata rimandata – ha spiegato il tecnico -. Non è cosa inusuale… vedo spesso il presidente e ci fermiamo anche a cena. In ogni caso lui non parla mai di una singola partita ma guarda le cose nel complesso. Era comunque un incontro già programmato.

Pieno sostegno dai "senatori" dello spogliatoio

Spero che qualcuno mi aiuti, aveva detto Sarri subito dopo Verona. Parole che erano sembrate la conferma del malcontento che serpeggia in seno alla squadra. Nelle ultime ore, almeno ufficialmente, le news raccontano del patto nello spogliatoio per rimettersi in carreggiata e lo stesso tecnico ribadisce di avere dalla sua il sostegno della "spina dorsale" del gruppo.

È dai leader della rosa che mi aspetto aiuto. La squadra si allena bene, con intensità e applicazione. Per questo di fronte a una prestazione negativa resto sorpreso per le prestazioni al di sotto degli standard elevatissimi dei nostri allenamenti. Non abbiamo la gestione ottimale del vantaggio.

Spine nel fianco: Douglas Costa, Ramsey e Pjanic

Infortuni e rendimento al di sotto delle attese. Sarri affronta anche un altro aspetto della questione che scandisce le difficoltà della Juventus, a cominciare dallo stop del brasiliano che lo costringerà a rivedere l'assetto tattico.

Vediamo se tornerà il trequartista… – ha aggiunto Sarri -. Ho una rosa meno ampia per via degli infortuni, ma ha giocatori che permettono all'allenatore di alternare i moduli in base alle singole valutazioni. Pjanic? Non lo vedo mezzala. Il meglio può darlo dove gioca ora, poi ha la tecnica per fare il trequartista. Presto tornerà quello di sempre. Ramsey è in crescita, il calcio italiano è differente da quello inglese.

Verso Milan-Juve, le insidie sono "nella testa"

Riflettori puntati sul Milan, ecco che gara si aspetta dal big match in programma a San Siro (giovedì sera, ore 20.45).

Bisogna fare molta attenzione a non scendere in campo troppo sicuri perché ci siamo allenati bene. Il nostro limite viene fuori quando andiamo in vantaggio. Il Milan è migliorato molto negli ultimi tempi, pur avendo perso un derby discutibile nel senso che per lunghi tratti ha giocato molto bene.

Ronaldo e Messi, le parole di Sarri tolgono ogni dubbio

Domanda dalle cento pistole: quando riposa Cristiano Ronaldo? E soprattutto c'è possibilità di vederlo accanto a Messi alla Juventus?

Cristiano mi ha detto che si sente bene. Quando avrà un po' di stanchezza me lo dirà subito e valuteremo. Messi? Non mi sembra una domanda appropriata perché se fossi un dirigente del Barcellona risponderei: ma che cazzo vuole questo Sarri?