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18 Marzo 2020
17:25

Quella volta che Peirò rubò la palla al portiere e portò l’Inter in finale di Coppa dei Campioni

Joaquin Peirò, scomparso oggi all’età di 84 anni, è stato uno dei simboli della Grande Inter di Helenio Herrera e Angelo Moratti e ancora oggi i tifosi nerazzurri ricordano il suo gol al Liverpool nella semifinale di ritorno della Coppa dei Campioni 1964/1965. Il gesto dell’attaccante spagnolo fu un mix di furbizia, abilità tecnica e conoscenza del regolamento.
A cura di Vito Lamorte
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12 maggio 1965. L'Inter si giocava l'ingresso alla finale di Coppa dei Campioni. A San Siro arrivava il Liverpool, che nella gara d'andata aveva battuto per 3 a 1 la squadra di Helenio Herrera. La rete di Sandro Mazzola ad Anfield Road ha tenuto a galla la squadra nerazzurra anche in vista della gara di ritorno e nel return-match dello stadio Meazza c'è bisogno di una grande prestazione per poter staccare il pass per la finale, che si giocherà proprio a Milano.

L'impianto meneghino si riempì in ogni ordine di posto perché c'era grande fiducia in quella squadra e si respirava l'atmosfera dei momenti storici fin da subito. Al minuto numero 8 è Mariolino Corso a battere per la prima volta con una delle sue solite punizioni il portiere inglese Lawrence: la palla sale sulla barriera e poi finisce la sua corsa in rete. San Siro esplode. Il popolo nerazzurro ci crede. Pochi secondi dopo accadde qualcosa di mai visto prima: Joaquin Peirò, scomparso oggi all'età di 84 anni, prima si fece soffiare il pallone dal portier Lawrence perdendo il corpo a corpo ma dopo essersi rialzato in fretta e furia è abilissimo a intuire il rimbalzo del pallone, a sottrarlo all'estremo difensore dei Reds e a calciarlo nella porta vuota. San Siro esplode per la seconda volta.

I calciatori inglesi corsero subito a protestare nei confronti dell'arbitro spagnolo José Ortíz De Mendibíl, che fu irremovibile e indicò il centro del campo più di una volta. Nel gesto dell'attaccante nato a Madrid c'è un mix di furbizia, abilità tecnica e conoscenza del regolamento, perché non andò a contrastare il portiere con il pallone tra le mani ma solo quando stava palleggiando.

Facchetti completò la festa: l'Inter vola in finale

Dopo quell'uno-due tremendo i nerazzurri completarono la rimonta con la terza rete al 60′ di Giacinto Facchetti, che impallinò Lawrence dopo un'azione in verticale bellissima: questa vittoria permise all'Inter di qualificarsi per la finale di Coppa dei Campioni e di lanciarsi verso il secondo successo continentale consecutivo.

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