Mentre la battaglia del grano – dopo l'annuncio della nascita della Superlega – spacca in due il calcio europeo come mai era successo in passato, ci sarebbe anche un campionato di Serie A da portare a termine. Con verdetti di un certo peso da consegnare agli almanacchi, tipo assegnare lo Scudetto all'Inter dopo quasi un decennio di dominio della Juventus, decidere le tre squadre che retrocederanno e quelle che si guadagneranno la qualificazione alle coppe europee della prossima stagione.

La lotta per occupare gli altri tre posti riservati alla Champions League, dando ormai per acquisito il primo dai nerazzurri di Conte, è più che mai aperta, con Milan, Atalanta e Juventus incalzate da Napoli e Lazio, mentre la Roma appare più defilata dopo il passo falso col Torino. La sconfitta della Juve nello scontro diretto a Bergamo ha messo di nuovo a rischio la posizione dei bianconeri, con conseguenti voci di esonero di Pirlo che sono tornate a circolare: il bresciano potrebbe essere cacciato al termine della stagione – se non addirittura adesso per cercare di salvare il salvabile – qualora non venga raggiunto l'obiettivo di qualificarsi alla massima competizione continentale.

Già, ma qual è la massima competizione europea per la Juventus? Una domanda che poteva sembrare surreale fino a ieri, ma che – dopo l'annuncio della nascita della Superlega, con il club bianconero tra i fondatori – diventa sostanziale, visto che nelle intenzioni di chi ha creato la nuova competizione si vorrebbe partire il prima possibile, magari già nella prossima estate.

A quel punto, in uno scenario in cui non ci si dovrebbe più preoccupare di guadagnarsi il posto per la via meritocratica del piazzamento in campionato, ma lo si avrebbe garantito per diritto di appartenenza, appare evidente che classificarsi quarto o quinto non avrebbe più lo stesso impatto ai fini del giudicare disastrosa la stagione della Juventus, così come fallimentare il progetto di Pirlo (che una Supercoppa l'ha vinta e deve ancora giocarsi la finale di Coppa Italia).

Insomma si potrebbe valutare il lavoro del giovane tecnico, su cui il presidente Agnelli ha piazzato una scommessa personale, in maniera non condizionata dalla qualificazione ad una coppa che per la Juve da ieri semplicemente non esiste più, così come Pirlo non sconterebbe come peccato non perdonabile la rinuncia agli introiti della Champions, sempre fino a ieri lo spauracchio più grande per il club bianconero, che invece adesso attingerebbe agli incassi ben maggiori (almeno nelle intenzioni) della Superlega.

In questo contesto senza precedenti, la Juventus potrebbe giudicare in maniera più serena quanto fatto da Pirlo al suo primo anno da allenatore, dandogli la possibilità di portare avanti quel progetto a lungo termine annunciato dalla dirigenza. E chissà se la sicurezza ostentata – anche nelle ultime difficoltà – dall'ex regista bianconero non gli venisse proprio dalla conoscenza di quello che stava per succedere: Juventus comunque in Europa a giocare con Real, Barcellona, Manchester & co, indipendentemente dal risultato finale di questo campionato.