Perché Rrahmani non è stato espulso per fallo da ultimo uomo su Wesley: “salvato” dall’infortunio

Perché Amir Rrahmani non è stato espulso per fallo da ultimo uomo commesso su Wesley della Roma? Da regolamento la decisione dell'arbitro, Colombo, è corretta: si chiama DOGSO depenalizzato e il difensore del Napoli si è "salvato" dal rosso perché il tocco che ha steso l'avversario non è stato giudicato volontario (tramite check anche del VAR), l'episodio è avvenuto nell'area di rigore degli azzurri. In buona sostanza, considerata la dinamica dell'azione, se ha travolto l'avversario è per aver riportato un infortunio muscolare che lo ha sbilanciato fino a fargli perdere il controllo della postura. È stato un fallo "onesto", non intenzionale. E anche questo sembra aver fatto tutta la differenza nella valutazione degli ufficiali di gara. Almeno questa è stata la spiegazione confermata in diretta TV dall'ex arbitro, Luca Marelli, che già nel corso del match si era espresso nettamente ("negligenza e DOGSO depenalizzato, giusto il rigore e giusto il giallo a Rrahmani") e poi ha ribadito la spiegazione nel post gara.
"Il calcio di rigore è netto, si tratta di un tocco sul tallone di Wesley che poi sarà costretto a uscire per infortunio. Facciamo chiarezza sul cartellino giallo o rosso: per quanto riguarda il DOGSO non depenalizzato è ormai linea internazionale che vada espulso un giocatore solo se si disinteressa del pallone. Altrimenti se il pallone è nei dintorni si depenalizza sempre. Non si tratta di un tocco volontario: è una negligenza da punire, ma il cartellino rosso sarebbe stato eccessivo. Fuori area non c'è depenalizzazione invece, sarebbe stata punizione e rosso. Con questa linea si è voluta evitare la tripla penalizzazione: rosso, rigore e squalifica per la gara successiva".

Cos'è il DOGSO depenalizzato sull'episodio Rrahmani-Wesley
Il DOGSO è l'acronimo di Denying an Obvious Goal-Scoring Opportunity, voce che indica una determinata infrazione di gioco: ovvero, è negata a un avversario, facendo fallo una chiara occasione da rete. Sono quattro i parametri di cui si tiene conto:
- la direzione dell'azione (se il calciatore va verso la porta avversaria)
- la probabilità di mantenere il controllo della palla (deve esserne in possesso, poterla raggiungere e controllare agevolmente)
- il numero di avversari che potrebbero ancora intervenire (ce ne deve essere uno o nessuno tra il calciatore e la porta, oltre a colui che commette il fallo)
- la zona di campo dove avviene il contatto (più il fallo è vicino alla porta, più l’opportunità è evidente).
Quando si verificano tutte queste condizioni chi commette il fallo deve essere espulso (e il VAR può anche intervenire per sanare eventuali errori al riguardo da parte dell'arbitro). In un caso – ed è quello che riguarda proprio Rrahmani-Wesley – il colore del cartellino può essere giallo (ammonizione) e non rosso: ovvero, se il fallo viene commesso in area e provoca un calcio di rigore. In questo frangente, però, è fondamentale che il tentativo del difendente sia riconosciuto "senza malizia": commette un'infrazione (fallo) in maniera accidentale perché sta cercando di recuperare il pallone e avrebbe possibilità di farlo, e per questo viene solo ammonito. Questa situazione viene definita DOGSO depenalizzato, introdotto per evitare in condizioni di questo tipo una tripla sanzione eccessivamente penalizzante per la squadra che la subisce (rigore, espulsione e squalifica del calciatore che ha commesso il fallo).