Un attaccante di buona stazza fisica (è alto 190 cm) che faccia salire la squadra (come si dice in gergo), sappia far da boa in area di rigore, sia di lotta (quando c'è da difendere palla, conquistare falli preziosi) e di governo (quando c'è da innescare, aprire spazi per l'inserimento degli esterni o dei centrocampisti), segni un po' di gol. Si spiega (anche) così la decisione del Napoli di ingaggiare Andrea Petagna (24 anni) della Spal a gennaio (17 milioni di euro più 3 in bonus, arriverà solo a fine campionato):

  • È un bomber che nella scorsa stagione s'è messo in evidenza grazie alle reti (16, con 6 rigori) che trascinarono gli estensi alla salvezza (media di 1.16 gol considerate le 36 gare complessive in campionato) mentre quest'anno è a quota 8 (3 rigori) in 20 match giocati.
  • È utilissimo nella versione di sponda/assist per i compagni che gli girano intorno. Basta dare un'occhiata ai numeri registrati quando era nell'Atalanta: 12 assist e 11 gol tracciano i contorni del modo in cui Petagna interpreta il suo ruolo. Con lui il Papu Gomez realizzò 16 reti nella stagione 2016/2017, la stessa che permise a Kessié di esplodere (7 gol). Nella stagione seguente, l'ultima prima del passaggio alla Spal, a beneficiare delle sue aperture fu Cristante (oggi alla Roma) che si segnalò per 12 reti a referto.
  • Nel Napoli può alternarsi con Milik nella posizione di prima punta nel modulo 4-3-3 che Gattuso ha in mente per gli azzurri, con Insigne e Politano (o Lozano) oppure Fabian Ruiz e Zielinski che potrebbero trarre giovamento dal "lavoro oscuro" ma fondamentale della punta.

L'operazione Petagna è un Inglese-bis? Dal punto di vista tecnico non dovrebbe essere così, considerata la funzionalità di Petagna rispetto a Inglese, bocciato abbastanza in fretta. Almeno nelle intenzioni, il profilo sondato dal Napoli accomuna i due calciatori. L'ex attaccante del Chievo Verona, oggi al Parma, venne prelevato con un'operazione molto simile a quella di Petagna. Il club di De Laurentiis ingaggiò la punta a fine mercato (agosto 2017, 11 milioni di euro) lasciandola in prestito per una stagione tra le fila dei clivensi.

  • In azzurro Inglese non ha mai giocato. Nell'estate successiva al suo arrivo l'ex Chievo (2018) verrà girato ai rossoblù emiliani con la formula del prestito oneroso, strategia che garantì ai partenopei 4.5 milioni di euro in commissioni. Rientrato alla base, Inglese ha fatto di nuovo ritorno a Parma questa volta con la formula dell'obbligo di riscatto (2 milioni per il prestito, 18 per rilevare il cartellino, più altri 2 in bonus) per un totale di quasi 20 milioni.
  • La plusvalenza ricca (senza aver mai indossato la maglia azzurra). Il vero affare del Napoli è tutto in questo particolare. Basta fare un po' di conti per scoprire come Inglese abbia fruttato ai partenopei un tesoretto tra i 13 e i 15 milioni in plusvalenza: 11 milioni quelli versati al Chievo; 4.5 quelli incassati per il primo anno di prestito al Parma; 20 milioni (2 per il prestito, 18 per il riscatto) della nuova operazione ed eventualmente i 2 di bonus.