Niko Kovac scopre in diretta tv la morte di Peter Hermann: “Mi manca il respiro”. Ma era giusto dirglielo così?

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Il tecnico del Borussia Dortmund viene informato dopo la partita, al momento delle interviste. “Mi dispiace sorprenderti così…”, dice il giornalista. Poi la reazione dell’allenatore.

Niko Kovac ancora non sa della morte di Peter Hermann, lo scopre in diretta tv dopo la partita vinta dal suo Borussia Dortmund contro lo Stoccarda in Bundesliga. È ancora in campo quando il giornalista di Sky Germania gli comunica la notizia dolorosa mentre va in onda: "Mi dispiace sorprenderti così…". Il tecnico resta impietrito e tiene lo sguardo basso: sapeva che il suo ex vice era ammalato da tempo, ma nessuno lo aveva avvertito del suo decesso.

Apprenderlo in quel modo è stato un brutto colpo. "È molto difficile, mi manca il respiro", ha ammesso l'allenatore visibilmente scosso. Per qualche attimo è rimasto senza parole poi s'è fatto forza e ha raccontato una delle ultime volte in cui ha provato a parlargli ma senza riuscirci. La sua reazione ha provocato un sentimento comune: una comunicazione così personale doveva essere fatta in tv? Ecco perché, oltre alle parole ferali, è tutto il contesto che ha reso quella situazione più greve: un conto è dirgli cosa è successo, anche se fa male; un conto è chiedere un commento.

Kovac informato in diretta: "Non sono riuscito più a parlargli"

Hermann è deceduto a 74 anni dopo essere stato a lungo malato di SLA. La sua scomparsa è un grave lutto per il calcio tedesco che lo ha conosciuto come uno dei più importanti assistenti che ha lavorato accanto a figure di spicco come Jupp Heynckes e in club quali Bayern Monaco (dove aveva conquistato anche un triplete nel 2013), Bayer Leverkusen, Schalke 04, Borussia Dortmund e Amburgo.

La domanda cambia completamente il tono dell'intervista. "Anzitutto, faccio le condoglianze alla famiglia. Sono molto addolorato perché una persona meravigliosa ci ha lasciati". Qui Kovac fa una breve pausa dopo le parole del conduttore poi rivela cosa è successo circa un paio di mesi fa, quando provò a contattare Hermann. "Ho cercato di parlargli, ma non è stato più possibile. Al telefono mi ha risposto sua figlia. La malattia era arrivata a uno stadio così avanzato che non c'erano più cure".

Il legame che li univa andava oltre l'aspetto esclusivamente sportivo. Il loro rapporto professionale e di amicizia era iniziato quando Kovac era ancora calciatore. "Sì, io giocavo al Leverkusen… Era un uomo con una competenza incredibile, mi vengono i brividi", ha ricordato il tecnico. Con Hermann quale più stretto collaboratore Kovac aveva conquistato un double nel 2019 da allenatore del Bayern Monaco.

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Dopo qualche minuto, Kovac lascia la postazione televisiva sistemata sul terreno di gioco e si allontana. Il giornalista si è scusato di nuovo per avergli rivelato la morte di Hermann in quel modo. "Sì, certo…", ha mormorato il tecnico dirigendosi verso lo spogliatoio mentre l'ex calciatore, Lothar Matthaus lo ha abbracciato comprendendo il suo stato d'animo.

Il tecnico cancella le interviste e la conferenza stampa

Messo al corrente, spiazzato in diretta tv, Kovac ha successivamente preso una decisione: non ha voluto più sottoporsi né ad altre interviste né alla conferenza stampa abituale dopo i match. Avrebbe dovuto parlare all'emittente ZDF ma ha chiesto che il suo intervento fosse annullato.

Le polemiche per la morte comunicata in diretta tv

Le scuse del conduttore della trasmissione a fine intervista non sono bastate per placare le polemiche a corredo di quell'intervista. La domanda ricorrente che ha spaccato il fronte delle opinioni è una sola: proprio non era possibile informare Kovac prima che andasse in tv e fosse microfonato, lasciandogli la scelta di condividere o meno, in pubblico, il proprio dolore? Il dubbio sull'impossibilità di far sapere in maniera tempestiva al tecnico del Borussia Dortmund cosa era successo salva la buona fede del giornalista. Ma se è vero che la figura di Hermann meritava una menzione doverosa per la sua carriera nel calcio tedesco, lo è altrettanto l'opportunità che Kovac potesse apprendere in anticipo della sua morte. Prima di trovarsi una telecamera e un microfono puntati in faccia. È il bello e/o il brutto della diretta, che non può diventare una giustificazione per tutto.

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