Mancava solo il sì di Arkadiusz Milik e non era così scontato alla luce della reticenza palesata dal polacco. L'assenso dell'attaccante del Napoli ha sbloccato il triangolo di mercato tra Napoli, Roma e Juventus. Erano finite in mezzo al guado e con esse anche il destino di Edin Dzeko, già pronto a lasciare la Capitale (biennale da circa 7.5 milioni netti a stagione) per regalarsi scampoli di gloria in Serie A e in Champions League accanto a Cristiano Ronaldo, in un club che – anche con Pirlo in panchina – ha l'obiettivo di vincere tutto. Il decimo scudetto per chiudere la sequenza da record e poi, chissà, anche quella Coppa che è diventata ossessione e tabù.

Cosa ha fatto cambiare idea all'ex Ajax? Cosa ne ha vinto la resistenza? Scaricato dalla Juventus (che è sempre stata in cima ai suoi pensieri), hanno fatto breccia l'offerta che i giallorossi gli hanno messo sul piatto (5 milioni di euro netti a stagione per i prossimi 5 anni, oltre a bonus tanto stimolanti quanto ricchi in base agli obiettivi) e la prospettiva di restare dietro le quinte nell'anno che conduce a Euro 2020 (posticipato di un anno per la pandemia). E così, se il suo agente (Pantak) a Trigoria ha definito i dettagli dell'operazione, è stato il tecnico, Fonseca, a strappare il sì (convinto) di Milik. Cosa gli ha detto? Qualcosa del tipo "punto su di te, sei il calciatore che cerchiamo". Musiche per le orecchie della punta che, complici gli infortuni alle ginocchia e l'esplosione di Mertens, in azzurro non è mai riuscito a conquistare del tutto i cuori dei tifosi.

La formula dell'affare. Prestito con obbligo di riscatto, è questa la base di accordo sulla quale è stata innestata l'intera trattativa. Un escamotage che permette: alla Roma di incassare 15 milioni dalla cessione di Dzeko, spalmare l'esborso per Milik e non gravare sul bilancio attuale; al Napoli di sbrogliare nel migliore dei modi possibili la situazione. Si punta a formalizzare tutto entro la giornata di venerdì così da provare il tesseramento last minute per avere il giocatore pronto per la sfida di campionato col Verona.

Il rinnovo e poi l'addio. C'è qualcosa che ancora manca, dettagli burocratici che lo "costringono" a trattare ancora col Napoli. Formalmente, dovrà mettere nero su bianco in calce a quel rinnovo che aveva rifiutato. Espletato anche questo passaggio, scatterà il prestito oneroso (3 milioni) con obbligo di riscatto (17 milioni) della Roma. Nella transazione sono stati inseriti anche 8 milioni in bonus. Totale: 28 milioni di euro circa.