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Maripan ammette il revenge porn, ha diffuso immagini intime dell’ex compagna “in un impeto di rabbia”

Il difensore del Torino Maripan ha confermato di aver diffuso le immagini di Carmen Castillo senza il suo consenso: ha inviato un video intimo a un noto sito cileno.
A cura di Ada Cotugno
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Guillermo Maripan ha ammesso di essere colpevole dopo le accuse di revenge porn: alla fine del mese di marzo difensore del Torino si è presentato in tribunale per rispondere alla denuncia per violazione della privacy e diffusione di contenuti intimi senza consenso della sua ex compagna Carmen Castillo. Il calciatore ha confermato di aver diffuso immagini intime dell'influencer senza il suo consenso, cambiando la versione iniziale in cui si dichiarava innocente. Il caso ha fatto molto scalpore in Sudamerica, soprattutto perché la donna è molto nota sui social.

Il caso di revenge porn di Maripan

La vicenda risale al 2024 ma solo oggi il difensore ha ammesso la sua colpevolezza. Dall'indagine della Polizia Investigativa cilena è emerso che Maripan avrebbe condiviso un video intimo della sua ex compagna, inviandolo al noto portale Infama: ha mandato le immagini in modalità "effimera", ossia visibili una sola volta, senza il consenso della donna che poi ha sporto la denuncia. Il giocatore del Torino ha ammesso di aver mandato il video "un impulso dettato dall’angoscia, dalla paura e dalla rabbia del momento", anche se il portale non ha pubblicato sui social il materiale ricevuto. Il sito ha inviato agli investigatori la conversazione privata avuta con il cileno in cui si evince la volontà di esporre pubblicamente Carmen Castillo, probabilmente come atto di ritorsione dopo la fine della loro relazione.

Maripan ha ammesso le accuse di revenge porn
Maripan ha ammesso le accuse di revenge porn

Nei messaggi Maripan avrebbe offerto quel video come esclusiva, lasciando intendere la volontà di volerlo pubblicare: è un fatto che conferma il reato di revenge porn, come ammesso dallo stesso calciatore che non ha negato nessuna accusa. I legali della difesa sostengono che non ci sia una prova della diffusione del materiale, ma un rapporto delle autorità sottolinea che nei messaggi al sito cileno il difensore ha scritto che avrebbe trovato altri mezzi se si fossero rifiutati di diffondere il video, aggravando la sua posizione. Il caso è ancora aperto e resta concreta la possibilità di una condanna che avrebbe conseguenze anche sulla carriera di Maripan.

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