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Llorente racconta l’ammutinamento di Ancelotti al Napoli: “Era dalla nostra parte e fu cacciato”

Quatto anni dopo Fernando Llorente svela i retroscena dell’esonero di Ancelotti al Napoli: “È un gentiluomo e un tecnico impressionante. Peccato che il presidente De Laurentiis volesse punirci”
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A cura di Ada Cotugno
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Riemergono tanti ricordi nell'incontro fra Carlo Ancelotti e il Napoli in Champions League. L'avventura all'ombra del Vesuvio non si è conclusa come i tifosi speravano e a distanza di qualche anno intervistato dai microfoni di AS Fernando Llorente ha raccontato i retroscena dell'ammutinamento della squadra che ha poi portato al suo esonero.

"Non me l’aspettavo. Un allenatore così prestigioso mi ha offerto non appena sono atterrato una cena in un hotel con suo figlio Davide. È un gentiluomo e un tecnico impressionante. Ho imparato molto da lui". Il primo ricordo dell'ex attaccante è quello di un allenatore molto accogliente, pronto ad aiutare i nuovi giocatori a inserirsi all'interno della rosa grazie anche alla sua infinita esperienza.

Il suo arrivo era carico di aspettative da parte di tutti: con un allenatore di caratura internazionale e che aveva vinto tutto in carriera il Napoli si aspettava di compiere un passo in avanti, ma tutti i sogni sono stati disattesi dopo un anno e mezzo dal suo arrivo in città. Il 10 dicembre 2019 Ancelotti viene sollevato dall'incarico, al termine di un periodo difficile in cui la squadra si era messa anche contro la società.

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Llorente ha raccontato cosa è accaduto in quei momenti, sottolineando il ruolo dell'allenatore in tutta la vicenda che alla fine lo ha portato all'esonero: "Peccato che il presidente De Laurentiis volesse punirci per i cattivi risultati con il ritiro e noi rifiutammo di accettare. Ancelotti si schierò dalla nostra parte e fu cacciato".

Il suo appoggio alla squadra, reduce da tanti risultati negativi e settima in campionato al momento del suo addio, gli è costato la fine della sua avventura in azzurro, l'ultima in Italia prima di passare all'Everton e poi ancora una volta al Real Madrid che aveva già allenato per due anni.

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