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L’incredibile storia di Jefté, l’ex elettricista che ha schiantato il “suo” Real Madrid con una doppietta

Jeftè Betancor è stato l’eroe assoluto della vittoria dell’Albacete in Coppa del Re, riuscendo ad eliminare il Real Madrid con una doppietta decisiva. Classe 93, l’attaccante spagnolo non è mai riuscito a scalare le gerarchie del calcio che conta, pur avendo iniziato proprio nella Primavera madridista. Fino a lasciare tutto per fare l’elettricista, per poi ritornare: “Oggi mi sento ripagato”
A cura di Alessio Pediglieri
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Lui si chiama Jeftè Betancor ed è una vita che gioca a calcio, provando a sfondare ai massimi livelli senza mai raggiungerli realmente. Un'intera carriera trascorsa nelle retrovie e in club di fascia medio bassa, fino alla serata della consacrazione, arrivata in modo tutt'altro che previsto, in Coppa del Re dove con il piccolo Albacete ha compiuto l'impresa: eliminare i giganti del Real Madrid, entrando a gara in corso e siglando in una ventina di minuti una doppietta che ha eliminato incredibilmente i Blancos, la "sua" società ai tempi delle giovanili.

La favola di jefté e dell'Albacete: la notte magica contro il Real Madrid in Coppa del Re

La storia di Jeftè inizia dalla fine, ovverosia dalla partita di mercoledì 14 gennaio quando il destino del calcio ha messo di fronte il suo Albacete, squadra di Seconda Divisione  – e che se la sta passando malissimo in classifica al 17° posto – contro il muro invalicabile dei fenomeni del Real Madrid. Proprio nel momento in cui la Casa Blanca aveva appena compiuto il classico ribaltone tecnico, esonerando Xavi Alonso e inserendo in panchina Arbeloa, con l'obiettivo di ridare smalto e grinta alla causa merengues. Tutto portava a dover ricoprire per l'ennesima volta il ruolo di comparsa e invece, l'impresa: Jeftè entra nella ripresa, sul risultato di parità e si ritrova prima a segnare il momentaneo 2-1 per l'Albicete e soprattutto il definitivo 3-2 nei minuti di recupero per l'apoteosi finale.

Jefté, il giramondo del calcio: 19 club in 15 anni, iniziando proprio dalla Primavera del Real

Una favola, per il 33enne attaccante di Las Palmas rientrato in Spagna in prestito dall'Olympiacos, per vestire la sua diciannovesima maglia in una carriera lunga 15 anni. Jeftè Betancor è di fatto un globetrotter del pallone, un giramondo senza meta né tanta fortuna, che ha iniziato a calciare proprio nel Real Madrid quando nel 2011 disputa anche un torneo internazionale con la Primavera Blanca. Poi, l'infinito pellegrinaggio che lo ha portato a giocare in Spagna – ma sempre e solo nelle categorie inferiori – poi in Austria, Romania, Cipro, Grecia. Fino al rientro in patria, in prestito con la maglia dell'Albacete.

Jeftè e l'addio al calcio: "Non ero lucido, lasciai tutto e mi misi a fare l'elettricista. Poi ho ritrovato l'entusiasmo…"

Una storia che ha anche spunti straordinari e unici, perché l'impossibilità di giocare ai massimi livelli aveva portato lo stesso Jeftè a decidere di mollare tutto e cambiare lavoro. Lo ha confessato nei giorni post impresa, divenuto una delle star calcistiche ricercata dalla stampa spagnola. Nel 2017 aveva deciso di appendere le scarpe al chiodo e lo fece, per ben sei mesi, iniziando una nuova vita come elettricista: "Avevo deciso di smettere di giocare a football. Non riuscivo a pensare lucidamente. Volevo smettere di giocare perché non ero più contento e ci sono riuscito per sei mesi. Ho iniziato a lavorare, ad allenarmi nel mio quartiere con i miei amici. Ho iniziato a lavorare come elettricista per schiarirmi le idee".

"Volevo schiarirmi le idee, ricevendo molto aiuto dalla mia famiglia, dal mio psicologo… Poi ho ritrovato la voglia e oggi capisco di esserne stato ripagato: non ho smesso di piangere un attimo, chiamando subito mia moglia e mio figlio". 

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