L’ex Juve Armand Traoré: “Vivo su un’isola, non c’è niente. Mi sveglio, un caffè e faccio muay thai o jiu-jitsu”
Armand Traoré è stato la classica meteora nel firmamento della Juventus: il terzino sinistro francese di origini senegalesi arrivò in prestito dall'Arsenal quando aveva solo 20 anni, nell'estate del 2010. Fu quella una stagione disastrata per la Juve, che si stava ancora ricostruendo dopo Calciopoli: il settimo posto della squadra allenata da Gigi Delneri fu l'ultima tappa di un purgatorio che sarebbe stato seguito dalla striscia record di 9 Scudetti consecutivi, tra Conte e Allegri. Traoré fu davvero sfortunato, non solo perché approdò in un contesto evidentemente non favorevole per un calciatore appena arrivato, ma anche perché ben tre infortuni lo limitarono a sole 12 presenze (10 in campionato e 2 in Europa League). Oggi a 37 anni appena compiuti Armand ha una vita completamente diversa: vive su un'isola su cui "non c'è praticamente niente" e si dedica alle arti marziali.
Arrivato giovanissimo all'Arsenal dalla Francia, Traoré non è riuscito a imporsi a Londra, né prima né dopo il prestito alla Juve, così come appena onesta è stata la sua carriera dopo l'addio ai Gunners: QPR, Nottingham Forest, Cardiff e un'esperienza difficile in Turchia al Caykur Rizespor, da cui è uscito svincolato nel 2019, dopo essere stato spedito nella squadra Under 21. Poi un fugace ritorno al Cardiff: pochi mesi con zero presenze (dopo la sola apparizione in campo col Rizespor) e la risoluzione consensuale nel gennaio 2020. Da quel momento nessuno lo ha cercato, pur essendo appena più che trentenne, e nel 2021 Traoré ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo per fare tutt'altro.
Dopo la pandemia di Covid, Armand si è trasferito su un'isola remota in Spagna per elaborare la fine della carriera e superare una crisi di salute mentale, trovando conforto nel praticare muay thai e jiu-jitsu e riscoprire il senso più autentico dell'esistenza: caffè al risveglio, allenamenti, figli, amici, grigliate di carne in spiaggia con cani e famiglia. "Una vita semplice è la vita migliore", è il suo mantra oggi.
La nuova vita di Armand Traoré dopo il ritiro: vive su un'isola in Spagna praticando arti marziali
"Dopo i lockdown, ho sentito il bisogno di andare a evadere da qualche parte – ha raccontato recentemente Traoré – Stavo affrontando la fine della mia carriera e avevo bisogno di un po' di tempo e spazio. Oggi vivo su un'isola. Non c'è praticamente niente e penso che sia stata la scelta giusta. Mi sono trovato in una sorta di crisi di salute mentale e l'allenamento intenso negli sport da combattimento mi ha dato la struttura che ho avuto per 15 anni. Quindi ho continuato, continuato, e ancora continuato".
L'espressione "cambiare vita" non esprime pienamente quello che è successo a Traoré, peraltro consapevolmente. La sua giornata tipo è molto diversa rispetto a quella che conduceva durante la sua carriera da giocatore, tra agi e lussi che ora gli sembrano inutili orpelli: "Mi sveglio, bevo un caffè e vado ad allenarmi nelle arti marziali, che si tratti di muay thai o jiu-jitsu. Poi torno a casa. Si tratta semplicemente di rilassarsi, grigliare la carne in spiaggia con i bambini, i cani e gli amici. E poi si ricomincia tutto il giorno dopo. È un po' monotono, ma per me la vita semplice è la migliore. Ora che la mia carriera è finita, penso: è solo calcio. So che altrove la gente prende la cosa molto più sul serio, il calcio è quasi un fatto culturale o religioso. Ma se ci pensi bene, se consideri la nostra vita, la morte e le persone che abbiamo perso, ha davvero importanza? Per me ho deciso che non è poi così importante".
I problemi di salute mentale legati all'addio al calcio: "Quando ti ritiri, è come se venissi sputato fuori"
L'esterno francese non è il primo ad avere avuto problemi di salute mentale nel momento in cui ha lasciato il calcio giocato e vorrebbe che tutti i calciatori potessero contare su qualcuno che li aiutasse a superare quello che per molti – non preparati a un futuro senza pallone e spogliatoio – è un vero e proprio lutto, che può arrivare a distruggere le loro vite, precipitandole in alcol e droghe e mangiandosi tutti i loro guadagni: "So che molti giocatori si ritirano ogni anno, ma dovrebbe esserci una sorta di centro dove i giocatori possano andare apertamente e trovare anche supporto per la salute mentale o trovare persone accreditate e con contatti che li aiutino a reinserirsi nella società. Quando sei un calciatore vai al campo di allenamento e torni a casa, sei come in una bolla. Esistono programmi di supporto per gli ex detenuti per reinserirsi nella società, dovrebbe esserci qualcosa di simile anche per i calciatori, perché non tutti gli ex calciatori si trovano in una buona situazione finanziaria o psicologica. Potrebbero aver bisogno di aiuto, anche solo di qualcuno con cui parlare".
"Quando ti ritiri, è come se venissi sputato fuori – è l'immagine forte usata da Traoré – Molti pensano subito: ‘Oh, questi giocatori guadagnano così tanto all'anno'. Non si tratta di questo. Si tratta della salute mentale di un altro essere umano e del cercare di capire chi è e che potrebbe avere delle difficoltà. Per gli ex giocatori, penso che sarebbe positivo avere qualcuno che ti chiami e ti chieda: ‘Come stai? Come vanno le cose?'. Perché quando ti ritrovi a parlare con una linea di assistenza per persone con problemi di salute mentale, a volte ti imbatti in numeri inaspettati. Ad esempio, mi è capitato di chiamare e di scoprire che non sapevano che fossi un calciatore. Ma se qualcuno lo sapesse e avesse visto molti casi simili, potrebbe essere d'aiuto".
Traoré non è rimasto in contatto con molti dei suoi vecchi amici del mondo del calcio, una eccezione è il suo ex compagno di squadra all'Arsenal e al QPR, Jay Emmanuel-Thomas. I due si sono ritrovati a Londra il mese scorso per il lancio di "A Night To Remember III", una serata di boxe benefica in programma il prossimo 22 ottobre. In quella circostanza, Armand salirà sul ring per affrontare l'ex difensore del Tottenham Sebastien Bassong, in una sfida che vedrà contrapporsi due squadre di ex calciatori nelle vesti di pugili. E a giudicare dalle immagini che circolano, sia Traoré che Bassong si sono mantenuti in una grande forma fisica.