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5 Maggio 2022
17:40

L’Ecuador rischia i Mondiali per una storiaccia di “falsa identità”: può scattare il ripescaggio

Nel dossier spedito alla Fifa sono mosse accuse molto gravi nei confronti dell’Ecuador e del calciatore, Byron David Castillo Segura, che avrebbe partecipato agli otto match fornendo documentazioni fasulle e dichiarazioni mendaci. La richiesta a corredo della denuncia può provocare un terremoto.
A cura di Maurizio De Santis
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La denuncia del Cile alla Commissione Disciplinare della Fifa mette in discussione l’esito del girone sudamericano per le qualificazioni ai Mondiali in Qatar.
La denuncia del Cile alla Commissione Disciplinare della Fifa mette in discussione l’esito del girone sudamericano per le qualificazioni ai Mondiali in Qatar.

Brasile, Argentina, Uruguay ed Ecuador sono le quattro nazionali del girone sudamericano qualificate alla fase finale dei Mondiali in Qatar. Il Perù, quinto classificato, ha ancora un'opportunità: si giocherà tutto nella gara dei playoff contro la vincente dello spareggio Asia (Emirati Arabi UnitiAustralia). La denuncia presentata dal Cile alla Commissione Disciplinare della Fifa rischia di far saltare tutto aprendo a scenari rivoluzionari e all'ipotesi di un ripescaggio clamoroso.

Nel dossier spedito in Federazione sono mosse accuse molto gravi nei confronti dell'Ecuador e del calciatore, Byron David Castillo Segura, che avrebbe partecipato agli otto match fornendo un falso certificato di nascita, dichiarazioni mendaci sull'età e sulla nazionalità. In buona sostanza, secondo il rapporto degli andini, era colombiano e quindi non idoneo a indossare la maglia della formazione equatoriale a dispetto di quanto indicato dalla documentazione esibita. La richiesta a corredo del rapporto può provocare un terremoto: attribuire la vittoria a tavolino a tutte le nazionali che hanno affrontato l'Ecuador nei match previsti dal calendario.

Ci sono innumerevoli prove che il giocatore sia nato in Colombia, nella città di Tumaco, il 25 luglio 1995, e non il 10 novembre 1998, nella città ecuadoriana del generale Villamil Playas – si legge nella nota ufficiale della federazione cilena -. Le indagini svolte in Ecuador, compreso un rapporto legale della Direzione Nazionale del Registro Civile, la massima autorità in materia in questo paese, hanno dichiarato l'esistenza di incongruenze nel certificato di nascita presentato dal giocatore e hanno riferito che tale documento non esisteva nei loro file interni, sottolineando altre contraddizioni nel documento fino a concludere che potesse essere stato contraffatto.

Byron David Castillo Segura (a sinistra) in campo con l’Ecuador nella partita di qualificazione giocata contro il Cile.
Byron David Castillo Segura (a sinistra) in campo con l’Ecuador nella partita di qualificazione giocata contro il Cile.

Se l'istanza del Cile fosse accolta sarebbe proprio la Rojita a prendere il posto della Tricolor in Coppa del Mondo, senza alcuna possibilità per la Nazionale di Roberto Mancini, nonostante il Ranking più alto, di beneficiare di una chiamata in extremis. Un'ipotesi ventilata anche in occasione della vicenda che ha coinvolto l'Iran e smentita da Evelina Christillin, membro europeo della Fifa, che chiarì come a pescare un jolly del genere sarebbe stata un'altra selezione asiatica e non quella di un altro continente.

Come stanno veramente le cose? Il sospetto nasce per il passato poco chiaro di Castillo, le cui origini sono state a lungo avvolte da un alone di mistero anche in seguito a un'indagine sulla registrazione dei calciatori in Ecuador che portò all'identificazione di almeno 75 giocatori tesserati con documentazioni fasulle. Due anni fa – ne dà notizia il New York Times – il presidente di una commissione investigativa speciale avanzò dubbi sulla effettiva nazionalità del giocatore. La tesi della federazione cilena fa riferimento a un doppio estratto di nascita che ricondurrebbe a Castillo: l'uno ecuadoriano, l'altro relativo a un bambino nato nel 1995 e i cui genitori hanno lo stesso nome dell'atleta divenuto pietra dello scandalo.

Nella ricostruzione dei fatti il poule di avvocati che rappresenta la Roja delle Ande ha inserito ancora un altro dettaglio che contribuisce a rendere più torbide le acque intorno a Castillo e alla gestione della sua federazione. Un anno fa, Carlos Manzur, vicepresidente della Federación Ecuatoriana de Fútbol al riguardo si era espresso con molta cautela: "Se dipendesse da me, non lo farei giocare in nazionale. Non vorrei correre questo rischio".

L’esultanza di Byron David Castillo Segura (a destra) al termine di uno dei match di qualificazione ai Mondiali di Qatar 2022.
L’esultanza di Byron David Castillo Segura (a destra) al termine di uno dei match di qualificazione ai Mondiali di Qatar 2022.

Se consapevoli di questo pericolo perché il calciatore è stato regolarmente inserito nella lista dei convocati e mandato in campo? La risposta che spazzò via ogni dubbio e sanò la posizione del tesserato arrivò da un atto ufficiale: un tribunale ecuadoriano emise un documento d'identità che sembrò mettere fine a ogni polemica, spalancando a Castillo le porte della nazionale. Lo stesso Manzur modificò la sua versione sostenendo che le presunte incongruenze erano state chiarite e non potevano più esserci dubbi sulla sua identità.

Da allora il difensore 23enne ha preso parte alle sfide di qualificazione del girone sudamericano, compreso il match che regalò all'Ecuador un pezzo di qualificazione quando a novembre scorso vinse 0-2 in casa del Cile.

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