L’articolo 6.7 regola il ripescaggio ai Mondiali 2026: quante probabilità ha l’Italia

No, non è incubo, è quello che siamo: la figuraccia rimediata ai rigori contro la mediocre Bosnia, l'ennesima del nostro calcio da tanti anni a questa parte, certifica la terza mancata qualificazione di fila dell'Italia ai Mondiali, un triste record per una nazionale che ha vinto la coppa quattro volte nella propria storia. Puntualmente, dopo i flop azzurri, ci si appiglia allo scenario della disperazione del ripescaggio, alimentato dal possibile forfait dell'Iran, impegnato in una guerra di cui non si vede la fine contro gli Stati Uniti, ovvero uno dei tre Paesi (assieme a Canada e Messico) che organizzano congiuntamente il Mondiale.

Cosa dice l'articolo 6 comma 7 in caso di ritiro o esclusione di una nazionale qualificata ai Mondiali
L'eventualità di dover colmare uno o più buchi nel tabellone della Coppa del Mondo, in caso di ritiro o esclusione di una nazionale qualificata sul campo, è regolata esplicitamente dall'articolo 6 comma 7 delle ‘Regulations for the FIFA World Cup 26', ovvero il regolamento ufficiale del torneo che inizierà il prossimo 11 giugno. In base a questo articolo, l'ipotesi che la possibile assenza dell'Iran venga colmata ripescando l'Italia è prossimo allo zero, anche se non impossibile in linea teorica.
L'art. 6.7 recita infatti: "Se una federazione partecipante si ritira e/o viene esclusa dalla Coppa del Mondo FIFA 2026, la FIFA deciderà sulla questione a propria esclusiva discrezione e prenderà qualsiasi provvedimento ritenuto necessario. La FIFA potrà decidere di sostituire la federazione partecipante in questione con un'altra federazione".

Non esiste dunque un "ripescaggio automatico" di una squadra predefinita e neanche un ulteriore playoff ‘allargato' che coinvolga squadre eliminate da altre confederazioni continentali, come appunto l'Italia dall'UEFA. La decisione è solo della FIFA, "a propria esclusiva discrezionalità", il che aprirebbe in linea puramente teorica allo scenario di una nazionale azzurra riacciuffata per i capelli dal generoso Infantino e soci, magari in virtù del fatto che la squadra di Gattuso è quella più alta nell'ultimo ranking FIFA tra le non qualificate (12sima, tutte e 11 le nazionali davanti a noi ci saranno ai Mondiali).
Perché l'Italia ha probabilità praticamente nulle di essere ripescata in caso di assenza dell'Iran
Ma se l'eliminazione dell'Italia in Bosnia assomiglia a un incubo, questo scenario non approda neanche all'anticamera del sogno, svanendo ben prima. In caso di ritiro dell'Iran dai Mondiali 2026, la FIFA con altissima probabilità (per non dire con certezza) lo sostituirebbe con un'altra squadra asiatica per mantenere invariato il numero di posti per confederazione. E avendo l'Iraq staccato l'ultimo biglietto vincendo stanotte contro la Bolivia, la candidata più probabile all'eventuale ripescaggio è la nazionale degli Emirati Arabi Uniti, che sono stati gli ultimi eliminati nelle qualificazioni asiatiche (hanno perso l'ultimo spareggio con l'Iraq in gare di andata e ritorno).

Questo per non alterare gli equilibri: l'Asia ha 8 posti diretti (oltre a quello del playoff intercontinentale afferrato dall'Iraq) e la FIFA vuole tenerli così. Non c'è alcun precedente o indicazione che apra la porta a squadre di altre confederazioni come l'UEFA, che ha già i suoi 16 posti diretti assegnati e il cui sistema di qualificazione non prevede neanche playoff intercontinentali (Bolivia e Giamaica, sconfitte nelle rispettive finali da Iraq e Congo, potrebbero avanzare a loro volta una candidatura argomentata).
Quindi sì decisione discrezionale della FIFA, senza nessun vincolo messo nero su bianco, ma probabilità altissima che la squadra ripescata venga dall'Asian Football Confederation. E Italia ancora una volta a casa, condannata a una pochezza che è inferiore solo alla mancanza di dignità di chi resta avvinghiato alla poltrona, specchio immutabile del nostro Paese.