L'Uefa va dritta per la sua strada e non fa passi indietro. Il massimo organo calcistico continentale ha ribadito, attraverso il suo presidente Ceferin, il no alla Superlega, confermando sanzioni nei confronti delle squadre e dunque dei calciatori che vi prenderanno parte. Sarà infatti loro vietato di vestire la maglia delle rispettive nazionali. La frattura è totale.

Il dado da parte dei "dissidenti" è stato tratto e i vertici del calcio europeo e mondiale, non sembrano intenzionati ad arrendersi. L'annuncio della nascita della Superlega, per mano dei 12 club fondatori  ha scatenato un vero e proprio terremoto nel mondo del pallone. L'Uefa e la Fifa che già avevano preannunciato provvedimenti esemplari nei confronti di AC Milan, Arsenal FC, Atlético de Madrid, Chelsea FC, FC Barcelona, FC Internazionale Milano, Juventus FC, Liverpool FC, Manchester City, Manchester United, Real Madrid CF e Tottenham Hotspur e delle altre società pronte a partecipare a questo nuovo format elitario, in contrapposizione alla Champions.

Dopo l'ufficialità della Superlega, il presidente dell'Uefa Ceferin ha ribadito quella che è la posizione perentoria dell'organismo continentale, e a cui si sono allineate sia le varie federazioni nazionali, e sia la Fifa. Perentorio no al nuovo torneo, e mano pesantissima nei confronti dei club che vi aderiranno e calciatori, che rischiano di essere esclusi dalle loro rispettive rappresentative nazionali: "Ai giocatori che giocheranno in Super League sarà vietato giocare ai Mondiali e in Europa:  Non sarà permesso loro di giocare per le loro nazionali".

Per giustificare la presa di posizione dell'Uefa, Ceferin non ha usato troppi giri di parole, accusando i 12 club fondatori della Superlega di avidità ed egoismo: "È una proposta orribile portata avanti da pochi club, che seguono soltanto l'avidità. Il mondo del calcio e i governi, sono uniti contro questo progetto senza senso. Vorrei ringraziare tutta la famiglia calcio, perché questa idea è uno sputare in faccia a chi ama il calcio, e non lasceremo che ce lo portino via. La Superlega è solo una questione di soldi, di questa sporca dozzina. Per qualcuno la solidarietà non esiste, ma pensano solo al denaro".