Così come era successo contro lo Young Boys, anche con i bulgari del CSKA Sofia, Fonseca rimescola le carte in campo presentando una formazione inedita. Ma non va oltre un semplice 0-0 e le sostituzioni nella ripresa non invertono il trend del match che gli ospiti sono riusciti a tenere fino alla sua conclusione, strappando un punto importantissimo per le dinamiche della classifica del girone di Europa League.

L'Europa League per rilanciarsi: Fonseca ci riprova e dopo il successo in rimonta sullo Young Boys prova a ripetersi contro il CSKA Sofia, all'Olimpico, proponendo l'ennesima formazione rivista e corretta con moltissime seconde linee titolari dal 1′. Ma il risultato è comunque ancora deludente, sintomo di una panchina che non può permettersi di scendere quasi tuta in campo contemporaneamente sul panorama internazionale. Villar, Perez, Mayolar titolari con Pedro, Dzeko, Veretout in panchina non sono sufficienti per primeggiare contro i bulgari che amministrano la situazione per un'ora, fino a quando Fonseca decide di cambiare in corsa.

Un primo tempo quasi anonimo, trascorso tra un gol a Smalling annullato giustamente per fuorigioco ad inizio partita, e una traversa colpita da Mkhitaryan alla mezz'ora. Prima e dopo, il nulla o quasi. Al contrario del debutto a Basilea, l'unica differenza è che la Roma non va in svantaggio ma lo 0-0 casalingo di certo non è sufficiente per onorare l'Europa e così Fonseca cambia gli interpreti: prima Pedro e Karsdorp, poi Juan Jesus, per una squadra giallorossa che prende più confidenza col campo anche se stenta sempre a sfondare in avanti.

Quando getta nella mischia Lorenzo Pellegrini e Dzeko la pressione giallorossa si fa sentire maggiormente e le occasioni da gol crescono. Anche se è Pau Lopez a salvare baracca e burattini con un doppio intervento prima su Sowe e poi su Yomov. Ma alla fine, questa volta, alla Roma non riesce il colpaccio di prendersi i tre punti in palio e rimedia solo un anonimo 0-0.