La parata di Donnarumma ha sbattuto l’Italia fuori dai Mondiali: il paradosso creato dalla regola FIFA

C'è un dettaglio che rende ancora più amara la mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali 2026 dopo la sconfitta contro la Bosnia: la grande parata di Donnarumma su Dzeko, nell'azione dell'1-1 di Tabakovic, può aver finito per favorire proprio la rete che ha trascinato gli azzurri, in dieci uomini per l'espulsione di Bastoni, ai supplementari e poi ai rigori e quindi eliminati nell'ultimo atto delle qualificazioni. La partita di Zenica è terminata 1-1 dopo i tempi supplementari, prima del 4-1 bosniaco dal dischetto, con l'Italia che manca così il terzo Mondiale consecutivo.
Il punto è tutto nella norma sul fallo di mano. Le immagini non chiariscono in modo definitivo se Dzeko abbia effettivamente colpito il pallone con la spalla o con la parte alta del braccio: ed è un aspetto decisivo, perché per l'IFAB il confine superiore del braccio coincide con la linea inferiore dell'ascella. Se il contatto è stato di spalla, non c'era nulla da punire. Se invece il pallone, come sembra più probabile, ha toccato il braccio, allora entra in scena la parte più singolare del regolamento.

L'articolo 12.1 del regolamento IFAB dice infatti che è infrazione se un giocatore segna direttamente con il braccio o se segna immediatamente dopo che il pallone ha toccato il suo braccio, anche accidentalmente. Ma la stessa interpretazione chiarita dall'IFAB specifica anche un altro passaggio: un tocco accidentale che porta poi un compagno di squadra a segnare non è più automaticamente punibile. È qui che nasce il paradosso che ha fatto infuriare l'Italia.

Di fatto dunque se Donnarumma non avesse respinto il tentativo di Dzeko e il bosniaco avesse segnato lui stesso, in presenza di un tocco di braccio il gol sarebbe stato da annullare. Invece il portiere azzurro ha salvato sulla linea, il pallone è rimasto vivo e Tabakovic ha ribadito in rete. A quel punto il marcatore non era più l'ex Roma, Inter e Fiorentina, ma un compagno. Ed è proprio questa catena a rendere il gol potenzialmente regolare da regolamento, anche se lascia addosso una sensazione di assurdità.
Le proteste dell'Italia nascono da qui, molto più che da un semplice episodio da moviola. Perché il regolamento, in casi come questo, separa la logica intuitiva da quella formale. E così la grande parata dell'estremo difensore del Manchester City che sembrava salvare gli azzurri ha finito per aprire la porta all'azione che ha cambiato tutto. Nel modo più beffardo possibile.