La giocatrice dell’Iran trattiene le lacrime mentre parla della sua famiglia: “Siamo preoccupate”

Le giocatrici dell'Iran hanno protestato prima dell'inizio della gara d'esordio in Coppa d'Asia rifiutandosi di cantare l'inno nazionale, una presa di posizione forte contro il regime che aveva invece imposto di cantare per non essere messo in imbarazzo. L'atto di coraggio delle calciatrici, simile a quanto fatto dalla nazionale maschile nel 2022, ha fatto il giro del mondo ricevendo grande sostegno da milioni di tifosi ma dietro a quelle espressioni fiere si nasconde la grande preoccupazione per i propri cari che in queste ore sono nel pieno del conflitto armato che ha travolto il Medio Oriente e che continua ad aggravarsi con il passare delle ore. È un tema delicatissimo affrontato anche da Sara Didar, una delle giocatrici rimaste in silenzio durante l'inno, che in conferenza stampa è riuscita a fatica a trattenere le lacrime parlando della sua famiglia.
Sara Didar si commuove in conferenza stampa
È stato difficile trattenere le lacrime che si affacciavano nel momento in cui Sara Didar ha cominciato a parlare della sua famiglia. L'attaccante ha 21 anni ed è stata chiamata dall'Iran per giocare la Coppa d'Asia femminile in un clima tutt'altro che sereno: restare concentrate sul calcio è impossibile quando si è nel mezzo di un conflitto, in attesa della più piccola delle notizie per capire cosa sta accadendo ai propri cari. Gli iraniani hanno subito un blackout di Internet di tre giorni dopo l'uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei che ha reso impossibili le comunicazioni, uno scenario che ha aumentato le paure per le calciatrici che attualmente si trovano in Australia.
La guerra vissuta attraverso i loro racconti fa ancora più paura: ognuna di loro spera nella pace, nella tranquillità delle famiglie e dei tutte le persone che vivono in Iran, ed è facile commuoversi parlando degli affetti che sono lontani centinaia di kilometri e che ogni giorno lottano per poter sopravvivere. Didar si è commossa mentre l'interprete traduceva in inglese tutta la sua preoccupazione: "Ovviamente siamo preoccupate e tristi per quanto è accaduto all'Iran e alle nostre famiglie in Iran. Spero davvero che il nostro Paese abbia presto buone notizie in arrivo e che resti forte e vivo". Ha trattenuto a forza le lacrime, poi finita la risposta si è lanciata rapidamente verso l'uscita per lasciare la sala stampa, travolta dalle emozioni di quel momento.