La Germania può boicottare il Mondiale 2026 negli Stati Uniti: la proposta shock per fermare Trump

La Germania valuta per la prima volta la clamorosa ipotesi di un boicottaggio dei Mondiali di calcio 2026 negli Stati Uniti, in Canada e Messico, come risposta alle minacce di annessione della Groenlandia avanzate da Donald Trump. A sollevare il tema è Jurgen Hardt, portavoce per la politica estera del gruppo parlamentare CDU/CSU, che ha definito l'eventuale rinuncia al torneo una "misura estrema" per riportare Washington a più miti consigli.
"Boicottare il torneo sarebbe considerato solo come ultima risorsa per far ragionare il presidente Trump sulla questione della Groenlandia", ha dichiarato Hardt al quotidiano Bild, sottolineando anche "quanto sia importante per lui la Coppa del Mondo". Parole che collegano apertamente sport e diplomazia, trasformando il Mondiale in un possibile strumento di pressione politica.

L'avvicinamento alla rassegna iridata che si terrà in Nord America è infatti segnato da una crescente tensione tra Stati Uniti, Unione Europea e Danimarca, dopo che il presidente statutinitense Trump ha ribadito l'interesse strategico per la Groenlandia, arrivando a non escludere l'uso della forza. Uno scenario che, secondo Berlino, rischia di destabilizzare non solo l'equilibrio europeo ma anche la credibilità della NATO.
Hardt ha comunque espresso fiducia nella possibilità di una soluzione condivisa: "Raggiungeremo una migliore comprensione comune della sicurezza all'interno della NATO per quanto riguarda la questione della Groenlandia". Ha inoltre definito "coraggiose" le recenti iniziative diplomatiche di Danimarca e Groenlandia e l'invio di soldati tedeschi nell'area.

Sul fronte sportivo, il governo tedesco mantiene una linea prudente. La ministra dello Sport Christiane Schenderlein ha chiarito che eventuali decisioni non spettano alla politica: "Le associazioni competenti, in questo caso la DFB (la Federcalcio tedesca, ndr) e la FIFA, sono responsabili". La Coppa del Mondo FIFA 2026 si svolgerà dall'11 giugno al 19 luglio 2026 tra Stati Uniti, Canada e Messico, e la Germania è già qualificata.

Un boicottaggio appare oggi improbabile, ma il solo fatto che venga evocato segna un passaggio inedito. Se la crisi sulla Groenlandia dovesse aggravarsi, il Mondiale rischierebbe di diventare non più una festa globale, ma il simbolo di una frattura politica senza precedenti tra Europa e Stati Uniti.