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La FIFA può togliere agli USA i Mondiali 2026 con una clausola semisconosciuta (ma non accadrà)

Tra tensioni politiche e polemiche internazionali, c’è grande dibattito sull’opportunità di far ospitare i Mondiali 2026 agli Stati Uniti: la FIFA avrebbe gli strumenti legali per intervenire e modificare la sede, ma si tratta di uno scenario resta estremo e altamente improbabile.
A cura di Vito Lamorte
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Negli ultimi mesi c'è grande discussione intorno alla Coppa del Mondo 2026 che sarà ospitata dagli Stati Uniti insieme a Canada e Messico. Diverse personalità dello sport e della politica internazionale hanno messo in dubbio il ruolo americano come pese ospitante, citando il clima politico interno durante la presidenza di Donald Trump.

Le polemiche sono state alimentate da una serie di episodi controversi: dalle tensioni diplomatiche con alleati europei sul caso Groenlandia, alle proteste interne e agli scontri legati all’operato dell’ICE a Minneapolis, fino alle crisi internazionali che hanno coinvolto Iran e Venezuela.

Nei giorni scorsi 23 parlamentari britannici hanno persino presentato una mozione per chiedere agli organismi sportivi internazionali di valutare l’esclusione degli USA da grandi eventi, compresa la Coppa del Mondo. Tutti elementi che hanno acceso il dibattito, senza però produrre conseguenze concrete sul piano sportivo.

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Gli Stati Uniti rischiano di perdere l’organizzazione della Coppa del Mondo solo in uno scenario estremo, legato all’attivazione di una clausola contrattuale poco conosciuta prevista dai regolamenti FIFA.

La FIFA può togliere i Mondiali agli Stati Uniti?

Con il Mondiale 2026 ormai alle porte e le sedi già operative tra Stati Uniti, Canada e Messico davvero la FIFA può togliere i Mondiali agli USA? Dal punto di vista normativo la FIFA conserva comunque un ampio margine di manovra: il regolamento del Mondiale 2026 le consente di annullare, rinviare o spostare partite – o l’intero torneo – per ragioni legate a sicurezza, salute o forza maggiore. Quest’ultima comprende eventi eccezionali come guerre, disordini civili, atti terroristici o altre situazioni imprevedibili che rendano impossibile rispettare gli accordi.

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Secondo quanto affermato a SPORTbible da Jack Anderson, professore di diritto sportivo all’Università di Melbourne, la revoca dei diritti agli Stati Uniti resta "improbabile", pur non essendo del tutto esclusa sul piano teorico. Servirebbe, però, un cambiamento radicale delle condizioni, tale da giustificare una risoluzione straordinaria del contratto. Inoltre, una decisione simile avrebbe pesanti ricadute economiche e diplomatiche anche per la stessa FIFA, rendendo lo scenario altamente remoto. C'è da tenere in considerazione anche il rapporto tra Infantino e Trump, che sembra una vera e propria luna di miele da diversi anni e l'assegnazione del premio per la pace FIFA

In assenza di eventi eccezionali riconducibili alla forza maggiore, al momento non ci sono segnali concreti che facciano pensare a un passo indietro della FIFA sull’assegnazione del Mondiale agli Stati Uniti.

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