La differenza tra Italia e Belgio è imbarazzante, Azzurri surclassati e battuti in Nations League

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Mika Godts segna una delle due reti con le quali il Belgio ha vinto contro l'Italia.
I gol di Godts e Lukebakio segnano la sconfitta della Nazionale all’Olimpico (0-2). La selezione di Mark van Bommel è una squadra che ha talento, l’Italia ancora un cantiere aperto.

Il Belgio è una squadra collaudata, solida e di talento. Vince 2-0 la prima in Nations League e il risultato gli va pure stretto. L'Italia è ancora un cantiere aperto. E chissà fino a quando ci sarà il cartello "lavori in corso" appeso ai cancelli di Coverciano. Nessuno si aspettava sfracelli, soprattutto al cospetto di un avversario che ai Mondiali 2026 (quelli che abbiamo visto da casa) s'era spinto fino ai quarti di finale, eliminato dalla Spagna campione. La differenza di valori, però, è stata davvero imbarazzante almeno per metà gara, tanto che se i primi 45 minuti fossero finiti 2-0, 3-0 non sarebbe stato uno scandalo. Ma l'esatta fotografia delle difficoltà palesate dalla Nazionale surclassata in tutto. Questo è, lo sapevamo. Anche se qualcosa in più era lecito attenderlo.

Loro sono in cima alla montagna, noi ancora ai piedi. Loro hanno le ossa fatte, alcuni dei nostri pagano lo scotto del debutto e della maglia che pesa addosso come un macigno. Romano ha toccato con mano cosa significa: da un suo errore è nato il gol del Belgio. In quel momento gli è crollato il mondo addosso, ma è restato in piedi con personalità. Loro hanno visione, sanno cosa fare col pallone (e lo fanno bene), noi non ci abbiamo mai capito niente. Cosa salvare? La generosità, la buona volontà, l'entusiasmo. Ed è già tanto.

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Donnarumma ha tenuto in piedi la Nazionale con le sue parate.

De Bruyne, quello che a Napoli corre la metà e appare anche un po' svagato, è sembrato un altro nel contesto che gli è più congeniale. Palleggio, gioco in verticale, inserimenti, mezzi spazi da occupare, fa prevalere il fisico quando con una spallata mette Tonali a posto: Kevin ha trovato gente (e un allenatore) che parla la stessa lingua. E quando disegna calcio coi piedi, non corre certo il rischio di predicare nel deserto. Anzi, trova quel ‘diavoletto' di Godts (che al Paris Saint-Germain fa la riserva di Kvaratskhelia) con il quale dialogare: sbuca da tutte le parti, è veloce e tira dal cilindro anche una finta di pregevole fattura con la quale mettere a sedere i difensori (Mancini e il debuttante Coppola) per segnare il vantaggio. Va anche vicino al raddoppio, per fortuna che Donnarumma è reattivo: con le sue mani grandi toglie le castagne dal fuoco (e la palla dalla porta).

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Kevin De Bruyne è stato uno dei protagonisti in positivo del Belgio.

Meno male che Gigio c'è: è il migliore in campo dell'Italia. E questo spiega già bene qual è stata la cifra della partita degli Azzurri, soprattutto durante un primo tempo di grande sofferenza.  Nel secondo, invece, s'è vista un'altra Nazionale: sicuramente più viva e pericolosa con Kean con Lammens che si sporca (finalmente) un po' i guanti. È pura illusione, perché appena il Belgio decide di fare sul serio ci rifila un altro scappellotto. Questa volta è Barella a fare un passaggio orizzontale a centrocampo che è ‘sanguinoso': altro pallone perso, campo aperto al Belgio con De Ketelaere che serve Lukebakio. Si accentra e calcia con il sinistro, questa volta non c'è miracolo che tenga: 0-2. Cala il sipario tra i fischi. Sono meritati. Questo è tutto, per ora.

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