La buona fede dei calciatori e la versione dei fatti fornita hanno spinto l'Inter a non adottare alcun tipo di provvedimento nei confronti di Lukaku, Hakimi, Perisic e Young. Non saranno multati né riceveranno richiami disciplinari per lo spiacevole incidente avvenuto mercoledì sera, subito dopo la partita di campionato vinta contro la Roma. E soprattutto contro la Juve saranno tutti a disposizione. I quattro si trovavano in un hotel milanese a festeggiare il compleanno dell'attaccante belga (oggi ha compiuto 28 anni, ndr) quando, intervenuti i Carabinieri, erano stato sorpresi in violazione delle norme anti-Covid.

La versione del club: non era una festa ma una cena

In buona sostanza, si trovavano lì (con loro c'erano anche altri amici) non perché era stata organizzata una festa (secondo la prima ricostruzione della vicenda) ma semplicemente per una cena tra compagni di squadra dopo un match. Nulla di irregolare o trasgressivo. Fonti vicine all'Inter hanno chiarito che l'unica contestazione nei confronti dei tesserati coinvolti è stata la violazione del coprifuoco.

Perché l'Inter non sanzionerà i calciatori

Una cena, null'altro. È questo il dettaglio sul quale hanno insistito i giocatori e che per la stessa società s'è rivelato credibile. Da cosa era nato l'equivoco: Lukaku e alcuni compagni nerazzurri s'erano recati nell'albergo a in tarda serata, considerato che la sfida di campionato con i giallorossi era terminata intorno alle 23. Concluso l'appuntamento conviviale, hanno deciso di non restare a dormire in hotel ma di fare rientro alle rispettive abitazioni. È stato in quel momento, mentre si dirigevano alle vetture, che sono stati fermati e multati dai militari dell'Arma per violazione del coprifuoco. Cosa ha fatto pensare che avessero lasciato il locale al termine di una festa? Il fatto che Lukaku avesse con sé un regalo ricevuto per il suo compleanno. Con tanto di finale a sorpresa molto movimentato (e per nulla gradito).