Kolarov reagisce in tv alle critiche per il pari a Firenze: “Con noi sembra tutto dovuto”

"Quando si parla dell'Inter sembra tutto dovuto". Kolarov va in tv al posto di Chivu (squalificato) e reagisce così alle domande che mettono il dito nella piaga a margine del pareggio a Firenze contro la Viola. La prestazione del Franchi agita ombre, perplessità, fa discutere per il modo in cui è arrivata e per la sensazione che lascia: ovvero, com'è possibile giocare così al di sotto delle proprie possibilità? Cosa sta succedendo alla squadra che, fuori dalla Champions e con il ritorno di Coppa Italia lontano (a fine aprile), ha a disposizione più tempo e maggiori energie da spendere?
Il tecnico in seconda dei nerazzurri gonfia il petto e mette un argine all'ondata di critiche che sono inevutabili e un po' s'aspetta. È stato lui stesso calciatore, sa come funziona. "Si può anche pareggiare fuori casa… pure contro un avversario come la Fiorentina che non è certo l'ultima arrivata. In ogni caso – ha chiarito nell'intervista a DAZN -, non dimentichiamo che siamo a +6 sulla seconda… vuol dire che qualcosa abbiamo fatto finora".

Kolarov si difende ribadendo più volte lo stesso concetto: ovvero il richiamo al vantaggio che ha sul Milan, dimenticando il Napoli che – rispetto ai rossoneri – è in ritardo appena di un punto dalla vetta. E alla ripresa del campo Inter-Roma e Napoli-Milan potrebbero di nuovo dare una spallata al primato e alle certezze dei nerazzurri, lasciare tutto così com'è oppure diradare le nubi. "Intanto abbiamo questo vantaggio… quindi è tutto nelle nostre mani", ha aggiunto il vice di Chivu.
Orgoglio a parte, oltre alla forza dei numeri, Kolarov tira in ballo anche un altro argomento nella difesa d'ufficio post Franchi. "C'è anche un po' di stanchezza accumulata per le tante partite fatte. E forse è anche per questo che non siamo nel nostro miglior momento". Sta mancando tanto Lautaro là davanti. Ma il discorso sull'efficacia dell'attacco viene affrontato da squadra nell'analisi del vice tecnico. "Bisogna dire che da dietro, a centrocampo, bisognava far sì che il gioco risalisse meglio verso le punte così da metterle in condizioni per fare meglio".