Mentre la Juventus si lecca le ferite per la sconfitta inaspettata di Verona, molti tifosi rimpiangono alcuni giocatori che non vestono più bianconero e che avrebbero saputo come evitare il ko del Bentegodi. Tra questi, c'è anche Claudio Marchisio cresciuto nelle trafile juventine e rimasto in prima squadra per più di un decennio per poi chiudere la carriera all'estero. In una lunga intervista a DAZN, il ‘principino' ha raccontato i suoi anni alla Juventus, il clima che si respira negli spogliatoi e nel club, e la figura importante di Gigi Buffon.

Claudio Marchisio si è recentemente ritirato dal gioco a causa di una serie di infortuni  che gli hanno consigliato di non sforzare più il proprio corpo. A 33 anni hadeto addio al calcio e al suo grande indiscusso amore, la Juventus. In una lunga intervista a DAZN si è aperto attorno a diversi aspetti della sua carriera. Soprattutto nei confronti di un compagno in particolare, Gigi Buffon per il quale l'ex centrocampista ha quasi una venerazione assoluta: “Gigi è una vera icona non solo del mondo bianconero. L'unico, secondo me, che posso dire sia stato il mio vero capitano".

Gigi, come capitano, anche se non era con la squadra tanto quanto il resto di noi, sapeva sempre quando alzare la voce quando vedeva qualcosa che gli altri non notavano.

La solitudine del portiere

Marchisio si è soffermato anche sulla figura del portiere, non solo dell'uomo Buffon, in campo e dentro gli spogliatoi: “I portieri vivono nella loro dimensione, sono strani. Anche perché non stanno quasi mai con il resto della squadra, si allenano da soli, hanno i loro allenatori. Vivono meno all'interno del gruppo di giocatori. Si dice che i portieri siano un po' pazzi ed eccentrici, ed è vero.

Il ‘principino' bianconero

Claudio Marchisio ha voluto anche ‘svelare' da dove deriva il suo soprannome "principino" che lo ha accompagnato per l'intera carriera: “Un giorno mi sono presentato agli allenamenti in modo elegante, mentre molti sono arrivati ​​con jeans strappati e un maglione. E così un giorno Federico Balzaretti mi disse: "Sembri davvero un principe: tutto è bello ed elegante" e da lì è nato il soprannome"