L'Inter esce da San Siro con la vittoria del Bologna, in rimonta, per 2-1 e dice addio a qualsiasi sogno di gloria in chiave scudetto. Nel pomeriggio di domenica 5 luglio si chiude il campionato nerazzurro per il primo posto e se ne apre un altro: difendere la terza piazza, comunque una posizione d'onore, dal ritorno veemente di una Atalanta che fa paura per gioco, mentalità e risultati. Ma contro il Bologna, in 10 per quasi un tempo  e sotto di un gol, la gara doveva andare diversamente. E la responsabilità questa volta è divisa in tre parti uguali, tra Eriksen, Lautaro e Antonio Conte.

Se è vero che in campo ci vanno i giocatori è pur vero che le scelte del tecnico sono importanti quasi quanto un gol segnato o salvato. E Antonio Conte ha creduto fosse un po' troppo tutto facile nell'afoso pomeriggio di San Siro. Lo dicono, ad esempio, i cambi avvenuti durante il match. Proprio quando il Bologna stava pagando il prezzo più caro, al 57′ per l'espulsione di Soriano che ha criticato l'arbitro Pairetto, e subito dopo il rigore sbagliato da Lautaro davanti ad un super Skorupski, Conte aveva il dovere di dare una scossa dalla panchina. Forze fresche ma soprattutto la dimostrazione che chi sbaglia, anche se si chiama Martinez, esce per chi ha le idee più chiare.

Conte: scelte in ritardo e sbagliate, ha contribuito al ko

Invece, il tabellino dei cambi dice che le scelte di Conte arrivano solo a frittata compiuta: dopo il pareggio di Jawara e con il risultato già compromesso infila nella mischia Alexis Sanchez che già aveva dato segnali di risveglio con il Brescia. Togliendo un deludente e anonimo Eriksen ma lasciando in campo Lautaro, altrettanto inconcludente. Poi, tutti gli altri cambi solo dopo il raddoppio del Bologna, per un tempismo e una scelta che ha contribuito al ko.

I peggiori in campo: Lautaro pasticcione, Eriksen e il talento nascosto

In campo, poi, due giocatori che hanno sbagliato il possibile: Lautaro Martinez in attacco e Chris Eriksen in mediana. L'ultimo arrivato in casa Inter è stato autore di un paio di giocate in verticale ma si è sempre nascosto in manovra non contribuendo quasi mai in fase difensiva. Ha talento, esperienza, qualità ma non le dimostra mai quando serve ad aiutare la squadra e al contrario del Toro argentino non corre nemmeno. Lautaro, errore dal dischetto a parte e palo colpito sul gol di Lukaku, concede almeno la solita gara generosa. Ma non è il ‘Toro' ammazza-partite: è poco lucido e si vede, vuole dimostrare di essere ancora il goleador pre Covid ma spreca tutto quando c'è l'occasione. Ha bisogno di calma e tempo,ciò che non ha questo campionato così compassato. E nemmeno l'Inter se non vuole perdere anche il terzo posto.