La lunga battaglia che vede protagonisti da una parte Aurelio De Laurentiis e dall'altra alcuni giocatori del Napoli, ha visto il presidente campano aggiudicarsi il primo round. Dopo la composizione del collegio arbitrale, che ha valutato le accuse del club partenopeo dopo il famoso ammutinamento e le relative multe chieste dal patron azzurro, sei calciatori avevano infatti chiesto la ricusazione di Bruno Piacci: giuslavorista scelto dal Napoli come arbitro della contesa legale.

Nelle ultime ore, il tribunale di Napoli ha però respinto il ricorso e fatto crollare la tesi sostenuta dai legali di Insigne, Manolas, Lozano, Milik, Zielinski e Mertens. Gli avvocati dei giocatori avevano infatti chiesto la ricusazione, portando davanti alla corte il ‘passato' di Piacci (che aveva già esaminato diverse vertenze legate alla società napoletana) e chiedendo la rotazione nel collegio arbitrale.

L'episodio che ha generato la battaglia legale

Il rifiuto dei giocatori di andare in ritiro, che sconvolse il mondo partenopeo nello scorso novembre dopo la partita con il Salisburgo, è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso e mandato su tutte le furie Aurelio De Laurentiis. Il numero uno della società, convinto che l'azione dei giocatori avesse in qualche modo danneggiato l'immagine del club, aveva infatti inviato pochi giorni dopo le raccomandate contenenti le multe: una presa di posizione molto dura e giustificata da un presunto atteggiamento poco professionale e irrispettoso di Insigne e compagni nei confronti della scoeità

Davanti alla decisione del patron, e soprattutto di fronte alla richiesta di un totale di 2,5 milioni di euro di multe (con Allan tra i giocatori più bersagliati), i giocatori avevano così reagito mettendo tutto nelle mani dei loro legali: avvocati che nelle ultime ore hanno avuto abbassare la testa durante la lettura della sentenza del Tribunale di Napoli, che ha dato ragione al presidente in questa lunga e difficile partita.