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Il segreto di Messi sui calci di punizione è una torsione: rischia di spezzarsi la caviglia

Impressionante. Non c’è altra definizione per descrivere quel che viene restituito dalle immagini a campo largo e dal replay che focalizza l’obiettivo sui piedi di Messi mentre calcia la punizione. Quella contro il Lille è un saggio della sua classe.
A cura di Maurizio De Santis
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La postura di Messi mentre batte il calcio di punizione contro il Lille.
La postura di Messi mentre batte il calcio di punizione contro il Lille.

Ci sono che riescono solo a chi ha classe e talento tali da rendere reale l'impossibile. Ci sono cose che "voi umani non potete neanche immaginare". A guardare, fotogramma per fotogramma, il momento in cui Lionel Messi batte la punizione della vittoria contro il Lille si resta a bocca aperta e con una domanda che ronza in testa: ma come ha fatto? Non si può spiegare, solo vedere.

Il segreto del campione argentino è tutto in quella frazione di secondi scandita dal fischio dell'arbitro: con il piede sinistro imprime l'effetto speciale alla traiettoria accarezzando la palla come archetto su corda di violino ma è con il destro che dà forza alla sua magia.

Il momento in cui Messi calcia la punizione della vittoria contro il Lille.
Il momento in cui Messi calcia la punizione della vittoria contro il Lille.

È su quell'arto che va a caricarsi tutto il peso del corpo. È quella caviglia che sopporta la sollecitazione dovuta alla postura assunta dal corpo durante il movimento. È grazie a quella torsione, quasi innaturale dell'articolazione che si flette fin quasi a spezzarsi, che il dieci della Seleccion impatta la palla in un punto preciso, calibrando forza e direzione della traiettoria. Rischia di scivolare e farsi male, procurarsi in brutto infortunio ma resta in piedi e segna una rete pazzesca. Anche questo è Messi.

L’esultanza del campione argentino dopo aver siglato la rete decisiva.
L’esultanza del campione argentino dopo aver siglato la rete decisiva.

Impressionante. Non c'è altra definizione per descrivere quel che viene restituito dalle immagini a campo largo e dal replay che focalizza l'obiettivo sui piedi della stella sudamericana. Il racconto del portiere del Lille, Lucas Chevalier, chiarisce qual è il disagio che ha un estremo difensore quando sa che ha di fronte a sé un calciatore dello spessore tecnico di Messi. Si fa mille domande, valuta tutte le opzioni possibili per piazzargli davanti una barriera che possa disturbarlo o spingerlo all'errore, studia qual è la posizione migliore da avere tra i pali e poi no gli resta che sperare possa bastare fare il suo dovere. E non sempre è sufficiente…

"Messi era a 18 metri di distanza, in posizione centrale rispetto alla porta – ha ammesso a Le Parisien il numero uno del Lille -. Mi chiedo se è meglio chiudere il mio lato aperto o andare al centro così posso uscire se lui aggira la barriera. Scelgo cinque giocatori, li sistemo. Benjamin André (compagno di squadra, ndr) mi suggerisce di spostarla alla sua sinistra". È tutto pronto, il direttore di gara fischia e un attimo dopo la palla è in porta, carambolando sul palo alla sinistra di Chevalier che si è tuffato invano.

Nulla di quello a cui pensato è servito. Messi ha scombussolato tutto. "Ha chiuso il piede all'ultimo momento, la palla s'inarca in mezzo ai calciatori poi scende. Forse mi sarei dovuto piazzare diversamente… ma lui è Messi".

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