Il segreto di Messi sui calci di punizione è una torsione: rischia di spezzarsi la caviglia

Ci sono che riescono solo a chi ha classe e talento tali da rendere reale l'impossibile. Ci sono cose che "voi umani non potete neanche immaginare". A guardare, fotogramma per fotogramma, il momento in cui Lionel Messi batte la punizione della vittoria contro il Lille si resta a bocca aperta e con una domanda che ronza in testa: ma come ha fatto? Non si può spiegare, solo vedere.
Il segreto del campione argentino è tutto in quella frazione di secondi scandita dal fischio dell'arbitro: con il piede sinistro imprime l'effetto speciale alla traiettoria accarezzando la palla come archetto su corda di violino ma è con il destro che dà forza alla sua magia.

È su quell'arto che va a caricarsi tutto il peso del corpo. È quella caviglia che sopporta la sollecitazione dovuta alla postura assunta dal corpo durante il movimento. È grazie a quella torsione, quasi innaturale dell'articolazione che si flette fin quasi a spezzarsi, che il dieci della Seleccion impatta la palla in un punto preciso, calibrando forza e direzione della traiettoria. Rischia di scivolare e farsi male, procurarsi in brutto infortunio ma resta in piedi e segna una rete pazzesca. Anche questo è Messi.

Impressionante. Non c'è altra definizione per descrivere quel che viene restituito dalle immagini a campo largo e dal replay che focalizza l'obiettivo sui piedi della stella sudamericana. Il racconto del portiere del Lille, Lucas Chevalier, chiarisce qual è il disagio che ha un estremo difensore quando sa che ha di fronte a sé un calciatore dello spessore tecnico di Messi. Si fa mille domande, valuta tutte le opzioni possibili per piazzargli davanti una barriera che possa disturbarlo o spingerlo all'errore, studia qual è la posizione migliore da avere tra i pali e poi no gli resta che sperare possa bastare fare il suo dovere. E non sempre è sufficiente…
"Messi era a 18 metri di distanza, in posizione centrale rispetto alla porta – ha ammesso a Le Parisien il numero uno del Lille -. Mi chiedo se è meglio chiudere il mio lato aperto o andare al centro così posso uscire se lui aggira la barriera. Scelgo cinque giocatori, li sistemo. Benjamin André (compagno di squadra, ndr) mi suggerisce di spostarla alla sua sinistra". È tutto pronto, il direttore di gara fischia e un attimo dopo la palla è in porta, carambolando sul palo alla sinistra di Chevalier che si è tuffato invano.
Nulla di quello a cui pensato è servito. Messi ha scombussolato tutto. "Ha chiuso il piede all'ultimo momento, la palla s'inarca in mezzo ai calciatori poi scende. Forse mi sarei dovuto piazzare diversamente… ma lui è Messi".