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Il raccattapalle che rubò il foglio dei rigori a Donnarumma in Bosnia è un eroe: “Portiamolo ai Mondiali”

Afan Cizmic, 14 anni, è il raccattapalle che durante Bosnia-Italia ha sottratto a Donnarumma il foglio sui rigoristi. In Bosnia ora lo celebrano come un eroe.
A cura di Michele Mazzeo
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Nella notte che ha rispedito l'Italia fuori dai Mondiali per la terza edizione consecutiva, in Bosnia è nato un altro protagonista. Non ha giocato nemmeno un minuto, non era in distinta e non ha segnato uno dei rigori che hanno steso gli azzurri a Zenica. Eppure per i tifosi bosniaci è diventato lo stesso un piccolo eroe. Si chiama Afan Cizmic, ha 14 anni, fa il raccattapalle ma gioca anche da attaccante nelle giovanili dell'NK Celik. Ed è il ragazzo che, nel pieno della serie dal dischetto di Bosnia-Italia, ha preso il foglietto con le indicazioni sui rigoristi che Gianluigi Donnarumma teneva vicino all'asciugamano.

La sua storia è rimbalzata subito in Bosnia perché si incastra perfettamente con il caos di quei minuti. Dopo il primo errore italiano, Donnarumma e Nikola Vasilj avevano già litigato attorno ai rispettivi appunti sui tiratori. Secondo le ricostruzioni, il portiere azzurro avrebbe strappato per rabbia i foglietti del collega bosniaco, scatenando la reazione di Vasilj e altra tensione attorno alla porta. In quel trambusto, proprio mentre gli occhi di tutti erano puntati sui due portieri, i raccattapalle avrebbero trovato e nascosto anche il foglio di Donnarumma.

A trasformare il retroscena in un caso mediatico è stata poi Face TV, che ha rintracciato il ragazzo e lo ha portato in trasmissione. Lì Afan è stato presentato quasi come il "tredicesimo uomo" della Bosnia al Bilino Polje. L'emittente lo ha descritto come un ragazzo di grande personalità, già notato anche per il rendimento con le giovanili dell'NK Celik: 18 gol e 14 assist in 12 partite, numeri che in Bosnia hanno usato per raccontarlo non soltanto come il raccattapalle del foglietto, ma come un giovane talento da seguire.

Il dettaglio che ha acceso ancora di più la fantasia dei tifosi è il suo stesso racconto. Afan ha spiegato di aver notato quasi subito quel foglio nelle mani di Donnarumma e di aver capito quanto potesse essere importante in una serie di rigori. Mostrandolo in tv, ha raccontato che dentro c'erano informazioni molto precise sui tiratori bosniaci: piede preferito, abitudini nella rincorsa, direzione più frequente del tiro e segnali da osservare prima della battuta. In pratica il classico promemoria da portiere, prezioso soprattutto nei momenti in cui una parata può decidere una qualificazione mondiale.

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Nell'intervista, il 14enne ha riassunto così il senso del gesto: "Significa molto. Quando ho preso questo foglio, Donnarumma si è buttato a sinistra tutte e cinque le volte. Ha tentato la fortuna". È la frase che in Bosnia ha più colpito, perché racconta bene come quel pezzetto di carta sia stato trasformato, nella narrazione popolare di Zenica, quasi in un simbolo della qualificazione. E sempre Afan ha aggiunto: "Quando sono tornato a casa, l'ho mostrato a mio padre. Abbiamo deciso di metterlo all'asta e devolvere il ricavato in beneficenza".

Il ragazzo ha parlato anche della reazione del capitano azzurro una volta accortosi di aver perso gli appunti: "Era molto deluso e arrabbiato. Ha preso l'asciugamano e ha visto che non c'era più il foglio, lo ha cercato ma non l'ha trovato". Il racconto del 14enne spiega quindi perché Donnarumma era nervosissimo a fine serie, la lite con Vasilj e il clima tesissimo che ha accompagnato l'uscita di scena dell'Italia.

Da lì il passo verso la consacrazione social è stato brevissimo. In Bosnia il video del foglietto sparito e il volto di Afan hanno iniziato a circolare ovunque, fino a trasformarlo in una mascotte della notte più importante. Sotto i contenuti rilanciati dall'emittente bosniaca, il commento ricorrente è diventato uno solo: "Portiamolo ai Mondiali". In Bosnia ormai quel foglietto è quasi un trofeo, mentre per l'Italia resta una delle immagini più amare della notte di Zenica e del nervosismo che ha travolto il suo capitano nel finale mentre si stava materializzando la terza esclusione consecutiva degli Azzurri dalla rassegna iridata.

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