Il Napoli e un buco da 100 milioni: i colpi a vuoto sul mercato che stanno costando lo Scudetto

Cento milioni investiti ma senza ottenerne il giusto ritorno in termini di rendimento e di aspettative mantenute. Lucca, Lang, Beukema, Gutierrez e Marianucci hanno prodotto dividendi solo per chi li ha ceduti e ne ha ricavato un bel po' di quattrini. A Napoli, invece, sembrano aver perso "la scienza" o, forse, non ne hanno mai avuta abbastanza o, almeno, non quella che occorre per essere "arruolati" da Antonio Conte e stare al passo delle sue ambizioni. La partita con il Parma (secondo pareggio di fila dopo quello col Verona), al netto degli infortuni pesanti che hanno inficiato il sistema di turnover, ha sentenziato quel che ronza in testa a tifosi e addetti ai lavori da tempo: la rosa sarà sì profonda rispetto all'anno scorso ma si sta rivelando non all'altezza delle necessità e delle sollecitazioni.
Due in particolare i calciatori che sono nell'occhio del ciclone e sul mercato: Lucca, che non è mai riuscito più a trovare spazio nonostante abbia dinanzi a sé solo Hojlund; Lang non è mai riuscito a inserirsi veramente negli ingranaggi azzurri, se non per l'emergenza assenze che gli ha lasciato un po' di spazio. Entrambi, e non è un caso, potrebbero cambiare casacca in questa sessione di mercato invernale, a conferma di quanto abbiano deluso. L'ex punta dell'Udinese sta per essere ceduta (al Besiktas) per prendere in prestito un altro attaccante (Youssef En-Nesyri del Fenerbahçe). L'ex PSV, che sembra la brutta copia del giocatore brillante visto all'opera in Eredivisie, è reticente nell'andar via ma il Napoli non si straccerebbe le vesti in caso di cessione.

Lucca e Lang sono i casi più evidenti, perché palesemente bocciati dall'allenatore alla luce del minutaggio loro concesso. L'ex Udinese sembrava aver iniziato bene poi s'è spento del tutto ed è finito dietro le quinte: il passaggio da una squadra media a una di alto livello è lo scotto pagato, compresa la difficoltà di sintonizzarsi sulla stessa lunghezza d'onda di Conte. L'olandese non ha mai trovato il feeling giusto con un'esperienza (la Serie A) che è cosa del tutto diversa dal torneo in patria e adesso teme anche di perdere la nazionale: ha pagato l'adattamento al tatticismo di Conte e al gioco più strutturato in Italia rispetto all'Olanda, oltre alla concorrenza di David Neres e Matteo Politano.
Per averli il club ha speso 28 milioni (bonus compresi) per il ‘tulipano' da sommare ai 35 milioni (9 per il prestito oneroso, 26 per l'obbligo di riscatto) per l'attaccante. Totale: 63 milioni, oltre il 60% del capitale (un centinaio e passa di milioni) impiegato per ingaggiare anche Beukema (31 milioni dal Bologna), Gutierrez (18 milioni al Girona) e Marianucci (9 milioni all'Empoli). È sufficiente questo dato, abbinato al rendimento e all'impiego effettivo concesso loro dal tecnico, per spiegare quanto (finora) non siano stati veramente utili alla causa.

Affari rivelatisi poco redditizi non solo perché si tratta di scelte sbagliate, ma di una serie di fattori: adattamento a un nuovo sistema tattico, concorrenza interna molto alta, infortuni e la pressione di indossare la maglia di una squadra Campione d'Italia, che deve competere anche in Champions