Il gesto di classe di Messi: si inchina a Maradona nel suo messaggio d’addio all’Argentina

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Leo Messi ha fatto il nome di una sola persona nel messaggio con cui ha annunciato l’addio alla nazionale argentina: Diego Armando Maradona.

Un gesto di classe grandioso, nel momento in cui tutta l'Argentina è ai suoi piedi all'indomani dell'addio alla nazionale che ha fatto piangere un Paese intero. Leo Messi potrebbe scrivere qualsiasi cosa nel messaggio che pubblica su Instagram poche ore dopo l'ultima apparizione in maglia albiceleste, potrebbe parlare di sé come uno dei migliori della storia del calcio (lo ha fatto Cristiano Ronaldo qualche ora prima parlando di sé stesso…), potrebbe arruffianarsi i vivi e invece sceglie di inchinarsi a qualcuno che non c'è più e non può leggerlo. L'omaggio a Diego Armando Maradona è sincero, toccante, pulito, accarezza i cuori come entrambi hanno fatto col pallone.

Nel giorno del commiato dai colori dell'Argentina a 39 anni, Leo abbassa lo sguardo e vede sull'erba le sue orme precise precise in quelle di Diego, allora alza gli occhi e si rivolge direttamente al Pibe, lì tra le stelle, con parole bellissime e – ripetiamo – mai come ora non dovute né scontate.

Messi ringrazia tutti – dalla famiglia agli amici, ai compagni di squadra, agli staff tecnici e ai tifosi – ma fa un solo nome: "Non voglio dimenticare Diego, che ha messo il nostro Paese dove meritava di essere e che, come dico sempre, so che ci ha aiutato, sia quando era qui con noi, sia dal cielo, in ogni passo che abbiamo compiuto".

Messi erede di Maradona, un peso che avrebbe schiacciato chiunque

Quello che ha fatto Leo con l'Argentina assume un valore doppio, se non triplo, proprio per la schiacciante eredità di dover essere il nuovo Maradona. Fin dai suoi primi passi in blaugrana, Messi è stato etichettato dai media e dai tifosi come il naturale erede del Diez. I paragoni sono diventati inevitabili nel 2007, quando un Messi appena 19enne segnò contro il Getafe un gol che non poteva non ricordare il ‘Gol del Siglo' realizzato da Diego contro l'Inghilterra nel 1986.

Per anni, tuttavia, il paragone con il carisma di Maradona e con la Coppa del Mondo vinta da quest'ultimo in Messico ha rappresentato per Messi un fardello psicologico molto pesante in patria. I due si conobbero nel 2005, quando il giovanissimo Leo fu ospite del programma televisivo di Diego ‘La noche del 10'. Giocarono a calcio-tennis in studio, senza avere un vero momento privato. Poi già nel 2006 Maradona lo indicò pubblicamente come suo erede: aveva visto "il giocatore che erediterà il mio posto nel calcio argentino" e lo descrisse come il migliore al mondo insieme a Ronaldinho.

Il momento di massimo avvicinamento umano tra i due avvenne quando Maradona diventò CT dell'Argentina nel 2008 e affidò a Leo la ‘sua' maglia numero 10 ai Mondiali del 2010 in Sudafrica. Il loro rapporto in quel periodo era quasi paterno: Diego proteggeva il ragazzino dai media e gli mostrava sul campo i segreti per perfezionare i calci di punizione. L'Argentina uscì ai quarti perdendo 4-0 contro la Germania, una disfatta dopo la quale fu proprio Maradona a difendere a spada tratta Messi dalle critiche, raccontando come stesse piangendo a dirotto nello spogliatoio per l'eliminazione.

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Diego Maradona abbraccia Leo Messi dopo l'eliminazione dell'Argentina nei quarti del Mondiale del 2010 in Sudafrica

Negli anni successivi Maradona è tornato spesso a parlare di Leo, non solo con elogi al calciatore meraviglioso che era, ma talora anche con toni critici al leader che non era, almeno in nazionale. Allo stesso tempo ribadiva di volergli bene e di non voler essere messo contro di lui. Messi dal canto suo non ha mai rilanciato, rispondendo sempre con rispetto alle punzecchiature. Ripeteva che "quello che dice Diego è parola sacra" per gli argentini e che gli faceva piacere quando parlava bene della squadra. Anni dopo, ha chiarito di voler restare sui ricordi belli: "So che lui mi voleva molto bene e io a lui. Per quanto si siano dette cose nel mezzo, ci volevamo bene. Da quando mi ha conosciuto mi ha sempre appoggiato".

Il giorno della morte di Maradona a 60 anni, il 25 novembre 2020, Messi ha scritto: "Un giorno molto triste per tutti gli argentini e per il calcio. Ci lascia, ma non se ne va, perché il Diego è eterno. Mi tengo tutti i momenti belli vissuti con lui". Qualche giorno dopo, contro l'Osasuna, Leo ha segnato e si è tolto la maglia del Barcellona per mostrare la maglia numero 10 del Newell's Old Boys che Maradona aveva indossato prima di lui, poi ha mandato un bacio al cielo.

Messi ha poi dedicato a Maradona i trionfi finalmente raggiunti con l'Argentina nel finale di carriera, proprio quando sembrava per lui una maledizione: la Coppa America del 2021 e il Mondiale del 2022.

Diego e Leo sono stati diversissimi come il giorno e la notte. Esuberante, viscerale, figura sociale e politica oltre che sportiva Maradona, capace di trascinare le folle con il carisma e l'emotività. Introverso, riservato, leader silenzioso amatissimo dai compagni Messi. Entrambi sublimi col pallone tra i piedi, entrambi rispettati da tutti gli avversari.

Diego ci aveva visto molto bene quando diede a Leo la maglia numero 10, la ‘Pulga' non lo ha dimenticato. È proprio vero che chi ama non dimentica.

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