Il Como ci crede, l’Inter no: semifinale di Coppa Italia congelata in attesa di San Siro

Il Como gioca ma non sfonda, l'Inter rimescolata dal turnover di Chivu "si accontenta" del pareggio (0-0). Tiene le gambe al Sinigaglia e la testa al derby col Milan che vale trequarti di scudetto. E fa tutta la differenza nell'interpretazione della partita. Si è chiusa così la semifinale di andata di Coppa Italia con la qualificazione rinviata al match di ritorno del Meazza: passerà il turno chi vincerà, sia entro i tempi regolamentari sia addirittura ai rigori dopo i supplementari (se la parità non si sblocca). E incrocerà una tra Lazio e Atalanta. Ai punti avrebbe meritato qualcosa in più la squadra di Fabregas, ma Alex Valle ha sprecato l'unica, vera palla gol capitata nel corso di una gara in cui trovare la profondità è stata un'impresa al cospetto di un avversario che s'è limitato (e lo ha fatto bene) a gestire la sfida.
La consapevolezza di giocarsi tutto nel doppio confronto (il 21 o il 22 aprile c'è la gara di ritorno) fa sì che Como e Inter si affrontino punzecchiandosi, senza alzare mai il ritmo. La squadra di Chivu, poi, consegna del tutto l'iniziativa ai lariani e se ne sta guardinga, raggomitolata a centrocampo, a tenere botta, non si scopre e prova a ripartire (capita pochissimo, soprattutto nella prima frazione) in contropiede. È questo il modo in cui cerca di sorprendere i padroni di casa, affidandosi a una formazione rivoluzionata perché domenica prossima c'è il confronto clou con il Milan che può mettere la parola fine (del tutto) sulla corsa primato. È questo che spiega anche l'atteggiamento dei nerazzurri: primo, non prenderle. Senza fare le barricate né lasciarsi schiacciare.

Va da sé che l'iniziativa sia nelle mani della squadra di Fabregas che ha il merito di crederci un po' di più, di non snaturare la propria identità, di fare gioco nonostante la difficoltà oggettiva di aggirare la diga piazzata davanti all'area di rigore di Martinez. Quando capita, qualche pericolo pure arriva. Due le azioni che arrecano un po' di apprensione con la palla che capita sui piedi di Nico Paz prima (bel tiro a incrociare su suggerimento di Sergi Roberto, deviato da Martinez) e di Vojvoda poi (s'infila in area dalla destra e lascia partire un esterno destro che si spegne di poco a lato). Quanto all'Inter, non tira mai in porta.
Qualcosa cambia nella ripresa ma si tratta di un sussulto occasionale e abbastanza fortuito: Darmian centra il palo dopo un tiro svirgolato. Ma è il Como a manovrare e a costruire azioni realmente insidiose: in una di queste il gol sembra fatto… ma Alex Valle, servito a pochi metri dalla porta interista, mette la sfera incredibilmente fuori. Chivu cambia alcuni interpreti ma resta fede alla sua impostazione tattica: Thuram va a prendere il posto di Pio Esposito; a centrocampo Zielinski sostituisce Calhanoglu; Dumfries rileva Darmian. Dopo i cambi nerazzurri con il 4-4-2 con Bisseck terzino destro e Diouf largo a sinistra (poi avvicendato con Luis Henrique). Fabregas rilancia Diao in attacca e abbassa Nico Paz, cerca brio là davanti almeno per una ventina di minuti. Ma quelle zolle di campo sono ingolfate, non riescono a liberarle nemmeno la fisicita maggiore di Douvikas e Baturina. Tutto è rimandato al ritorno a San Siro.