Il City segna, Ruben Dias corre a festeggiare coi compagni ma sterza subito: si è ricordato della regola Maresca
La Pro Ref, ovvero l'organismo che gestisce gli arbitri professionisti nel calcio inglese, ha ammesso che convalidare il gol di Erling Haaland che ha deciso il derby di Manchester a vantaggio del City è stato un errore, visto che la posizione di fuorigioco di Enzo Fernandez interferiva nell'azione. Alla fine del giorno restano tuttavia i tre punti – probabilmente insperati dopo l'espulsione di Foden – per la squadra allenata da Enzo Maresca dopo l'addio di Pep Guardiola. Gli ‘Sky Blues' sono in vetta alla classifica della Premier League a punteggio pieno, assieme all'Arsenal, dopo quattro giornate e tutto fila liscio, anche gli accorgimenti non strettamente legati ad aspetti tecnici e tattici durante il gioco.
In questa categoria di cose che inducono a pensare positivo in vista del prosieguo della stagione c'è il comportamento tenuto dal capitano della squadra Ruben Dias subito dopo la rete decisiva di Haaland, realizzata al quarto d'ora del secondo tempo. Il 29enne difensore della nazionale portoghese era scattato come tutti i suoi compagni di squadra per andare a festeggiare l'autore del gol sotto il settore ospiti di Old Trafford, ma improvvisamente ha sterzato, cambiando direzione e correndo verso la panchina, dove le immagini lo hanno ripreso mentre confabulava con Maresca.
In quel frangente Dias si era inizialmente dimenticato di seguire una regola aurea fissata dal tecnico italiano: in quanto capitano, fresco di nomina dopo la partenza in direzione Real Madrid del connazionale Bernardo Silva, il difensore centrale deve andare da Maresca ogni volta che il Manchester City segna, per raccogliere informazioni e trasmetterle ai suoi compagni di squadra. Un compito fondamentale, ancor più con mezzora ancora da giocare in un derby dal peso specifico enorme per indirizzare la stagione.
E quindi, invece di abbracciare Haaland e tutti gli altri compagni, Dias è corso dal suo allenatore per scambiare con lui parole il cui succo è stato poi riportato al resto della squadra in campo. È una regola che Maresca ha imposto durante le sue precedenti esperienze al Leicester e al Chelsea, prima di portarla anche al City. Dopo il match, l'allenatore campano ha spiegato che il suo messaggio riguardava la limitazione del coinvolgimento di Bruno Fernandes: "Subito dopo il gol era fondamentale gestire quei cinque minuti e continuare allo stesso modo. In quel momento ho detto a Ruben che avevamo bisogno di un giocatore su Bruno. Quindi, quando Enzo era in campo, quando eravamo in 10, era responsabile di Bruno".