Il Boavista sparisce dal calcio, il crack finanziario lo costringe a ripartire dagli amatori

Dopo la clamorosa notizia della retrocessione a tavolino del Lione dalla Ligue1 francese per problemi finanziari, il calcio europeo è scosso da un altro verdetto allarmante che mette di nuovo in risalto le difficoltà economiche di club anche rinomati: il Boavista sparisce di fatto dallo scacchiere internazionale per un dissesto finanziario senza precedenti nella storia del club. Dopo la retrocessione diretta in seconda divisione il club lusitano non ha assolto ai pagamenti per l'iscrizione e il suo destino è essere relegato tra gli amatori.
Il crack finanziario del Boavista: debiti con lo stato, insolvenze sulla Previdenza Sociale
In Portogallo giovedì 26 giugno scadevano i termini per le regolari iscrizioni delle società ai rispettivi campionati di categoria: il Boavista, scivolato in seconda divisione dopo l'ultimo posto della stagione appena conclusa, non ha però ottemperato gli obblighi per assoluta mancanza di denaro e così è stato escluso da qualsiasi competizione professionistica di calcio. Fatali i debiti nei confronti dell'Agenzia delle Entrate lusitana e le insolvenze sul fronte della Previdenza Sociale.
L'ultimo disperato tentativo: "Documenti e requisiti pronti, mancavano solo i soldi"
Il fallimento e l'esclusione sembravano essere stati allontanati dalla decisione dell'azionista di maggioranza del Boavista, lo spagnolo-lussemburghese Gérard Lopez che nella giornata di lunedì aveva annunciato il deposito di 2,5 milioni di euro per la regolarizzazione delle ‘panteras'. Ma i fondi non sono stati resi disponibili per tempo, per completare il processo di ottenimento delle licenze nelle competizioni professionistiche: "Una situazione che ci ha colto di sorpresa e potete star certi che sono completamente devastato" ha spiegato Fary Faye ad del Boavista. "Non avrei mai pensato che ci sarebbe successo, avevamo soddisfatto i requisiti e fatto tutto il possibile per ottenere i documenti che ci avrebbero permesso di iscrivere il Boavista, tranne avere a disposizione in tempo utile i soldi".
Cosa accade ora al Boavista: ulteriori verifiche per le licenze
Retrocesso in II Liga a maggio, dopo aver concluso l'edizione della I Liga al 18° e ultimo posto con soli 24 punti, la stagione fallimentare del Boavista è stata totale, interrompendo una serie di 11 stagioni consecutive nella massima serie portoghese. Il Boavista avrebbe una ultima chance e potrebbe iscriversi alle competizioni supervisionate dalla Liga Pro Futebol Português (LPFP) fino alla mezzanotte di giovedì 26 maggio, ma lo scenario è oramai totalmente compromesso e comporterà la retrocessione amministrativa in Liga 3, organizzata dalla Federazione calcistica portoghese (FPF). Ma la discesa verso il baratro non è terminata: solo se supererà il successivo processo di licenza FPF – ma non ci sono i presupposti – verrà definitivamente escluso dal calcio professionistico.
Crack Boavista: dal titolo nazionale del 2001 alla cancellazione dal professionismo
Campione del Portogallo nel 2001, Il Boavista era diventato uno dei club più presenti nel massimo campionato portoghese, con una presenza consecutiva di 11 stagioni. Nella sua storia, oltre al titolo nazionale vanta 5 coppe nazionali e 2 supercoppe. Ora, la clamorosa esclusione con la Lega lusitana che dovrà correre ai ripari: secondo il sesto punto dell'articolo 23 del regolamento della competizione LPFP, "se un club della II Lega non soddisfa i requisiti legali e regolamentari stabiliti, perde il suo posto a favore del club retrocesso meglio classificato" nella stagione precedente. Che in questo caso verrebbe ricoperto dall'Oliveirense.