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Il 12 aprile capiremo se l’Inter sarà davvero riuscita a buttare via un altro Scudetto

Alla sosta l’Inter è sempre prima, col Milan secondo e Napoli terzo. Nulla è cambiato ed è cambiato tutto: dalla notte del derby i nerazzurri non si sono più ritrovati e vecchi e recenti fantasmi sono riapparsi puntuali. C’è una data precisa che dirà tanto sul finale di stagione: 12 aprile, quando l’Inter farà visita al Como. E ce n’è un’altra che potrebbe dire tutto si e giochi resteranno ancora aperti: 24 maggio, Bologna-Inter, all’ultima giornata.
A cura di Alessio Pediglieri
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Il campionato si ferma. Si ferma con l'Inter sempre in vetta, con il Milan seconda forza e il Napoli terzo incomodo. Tutto apparentemente normale. Tranquillo, visto che le posizioni sono cristallizzate da un mese a questa parte. E invece no. Non è così, perché quando si ripartirà lo si rifarà con un'Inter che dovrà dimostrare di non avere più il fiatone di queste ultime settimane, dilapidando un vantaggio importante a favore delle due prime avversarie che, il destino vuole, si sfideranno al rientro, in un confronto diretto al Maradona che dirà molto su chi potrà contendere lo scudetto ai nerazzurri tra Napoli e Milan.

Per capire le ansie interiste basti osservare il gioco espresso a Firenze, ma anche le difficoltà in casa con l'Atalanta. Le due partite post derby confermano una autentica involuzione dei risultati nelle ultime tre gare: solo due punti racimolati dai giocatori di Chivu che iniziano a rivedere recenti fantasmi, riapparsi dopo un tentativo di fuga, a inizio anno, per chiudere definitivamente il discorso campionato. Totalmente riaperto a discapito di sicurezze che non sono più tali dal gol di Estupinian in avanti. E confermate da quelli di Krstovic e di Ndour nei finali contro Atalanta e Fiorentina che alimentano analisi negative sulla tenuta psicofisica evidentemente tornata borderline. Tanti "senatori" da tempo non sono più d'aiuto alla causa (Barella, Thuram, Calhanoglu, Dumfries) e i dubbi sulla reale incisività di Chivu in panchina iniziano a diventare evidenti anche ai più ottimisti.

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"Solo l'Inter può perdere questo scudetto". La cantilena arriva da più parti, sia sul fronte napoletano che milanista ma è più di quanto si creda. Non è scaramanzia, cabala o semplice speranza. Il popolo nerazzurro sa perfettamente che corrisponde a realtà perché nella storia interista clamorose rimonte subite sono all'ordine del giorno. Se il DNA rossonero è quello europeo, se quello partenopeo è fatto di resilienza, quello interista è ciò che si può riassumere in una parola: psicodramma. Lo è stato il famoso 5 maggio di 25 anni fa, ma anche i recenti risultati sportivi dell'"era Inzaghi" costellata da successi ma anche da clamorosi fallimenti. Nel 2021-2022 proprio a favore dei cugini rossoneri, che rimontarono e si presero il tricolore iniziando la rimonta dal derby, o nel 2024-2025 gettando al vento uno scudetto a favore di un Napoli indomito fino all'ultima giornata. Senza dimenticare le debacle europee, tra PSG e Bodo Glimt che non hanno di certo alimentato positività.

Contro l'Inter ci sono Milan, Napoli, i fantasmi e il calendario. Dei primi due, si potrà già capire quale resterà il problema principale il prossimo 6 marzo con lo scontro diretto al Maradona. Sul terzo poco ci sarà da fare se non un costante supporto psicologico per evitare l'ennesimo crollo emotivo, mentre sull'ultimo problema sarà proprio l'Inter ad avere in mano il proprio destino. Al rientro del campionato l'attenderà la Roma dell'eterno antagonista Gasperini, a San Siro, in un nuovo scontro diretto che Chivu soffre patologicamente. Ma soprattutto, il 12 aprile sarà la data della verità quando l'Inter farà visita allo straordinario Como di Fabregas. Sulle rive del Lago si giocherà in posticipo serale, già ben sapendo i risultati di Milan (a San Siro con l'Udinese) e di Napoli (in trasferta a Parma): opportunità o pressione ulteriore? A deciderlo saranno Nico Paz e compagni.

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Certo, una delle due contendenti tra Napoli e Milan dovrebbe riuscire a prendersi i 6 punti in palio da qui a quel giorno, ma potrebbe anche non essere estremamente necessario perché con altre 6 partite davanti potrebbe essere sufficiente l'Inter attuale di pre-sosta. Aprendo ad un rush finale senza alcun pronostico firmato. Per un campionato che il Dio del calcio ha voluto all'ultima giornata, fosse decisiva, proprio Bologna-Inter. Ogni riferimento ad un nuovo psicodramma è puramente casuale. O no?

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