Sono cresciuto in questa zona e conosco Dietmar Hopp da 20 anni. Mi dispiace per quanto è accaduto perché Hopp ha dato tanto qui ma anche perché sicuramente ognuno di quegli idioti che hanno mostrato gli striscioni hanno qualcuno in famiglia che è stato aiutato da ciò che fa Dietmar attraverso il sostegno alla ricerca sul cancro e alla ricerca medica.

Sono queste le parole che l'allenatore del Bayern Monaco, Hans-Dieter Flick, ha utilizzato parole molto forti al termine della gara vinta dalla sua squadra sul campo dell'Hoffenheim per 6-0 ma che passerà alla storia per la sospensione nel secondo tempo a causa degli striscioni offensivi nei confronti di Dietmar Hopppatron del club di casa.

Il presidente dell'Hoffenheim è stato contestato dai tifosi bavaresi perché ha ricevuto una deroga sulla "regola del 50+1" che vige in Bundesliga e secondo la quale il 51% di un club non può appartenere ad una persona o azienda ma deve essere supportato dall'azionariato popolare. Questa cosa ai supporter del Bayern non è andata giù e per questo è entrato nel loro mirino nel corso della partita giocata alla Rhein-Neckar-Arena, che Hopp ha contribuito a costruire.

I tifosi devono riflettere su ciò che hanno fatto

"Le cose che sono successe sugli spalti non trovano posto qui, i nostri tifosi dovrebbero riflettere su ciò che hanno fatto": Flick ha rincarato la dose nei confronti della sua tifoseria dopo essersi scagliato contro di loro a muso duro per convincerli a rimuovere gli striscioni offensivi contro Hopp. Dopo la seconda interruzione sono interventi anche i dirigenti  Salihamidzic, Kahn e Rummenigge ma non c'è stato modo di fermarli e per questo i giocatori di Hoffenheim e Bayern hanno deciso di passarsi la palla per 13 minuti al centro del campo.