Haaland e Bellingham lezione di sport ai Mondiali, l’amicizia vince su tutto: “Sarà sempre mio fratello”.

I Mondiali di calcio regalano storie, a volte meravigliose, altre volte ricche di polemiche. La partita tra Norvegia e Inghilterra le polemiche le ha create, il papà di Haaland non le ha mandate a dire tanto su ‘X' che con alcune dichiarazioni in TV. L'incontro è stato bello, duro, sofferto, intenso, molto british e si è chiuso dopo i tempi supplementari. Stella della partita Jude Bellingham, autore di una doppietta, che ha dato anche o forse bisognerebbe dire soprattutto un esempio di quello che dovrebbe essere lo sport. I sorrisi con l'amico Erling Haaland durante la partita, l'abbraccio al termine e le parole dopo la sfida dei quarti rappresentano un'autentica lezione.
Inghilterra in semifinale ai Mondiali, Norvegia ko 2-1
La posta in palio era altissima. La Norvegia giocava per la prima volta i quarti in un Mondiale. L'Inghilterra cercava di superare lo scoglio, che per sette volte su dieci era stato insuperabile. L'incontro è stato combattuto, teso, equilibrato, d'altronde è finito dopo i tempi supplementari. Bellingham decide l'incontro con una doppietta, la partita finisce 2-1. Haaland non riesce a trovare il gol e nei supplementari è costretto a uscire, così come l'amico Jude.
Haaland e Bellingham amici veri: "Sarà per sempre mio fratello"
Amici sì, amici veri, fraterni. Così lo ha definito Bellingham a Haaland, alla vigilia. Il fratello che ha conosciuto ai tempi del Borussia Dortmund, poi hanno preso strade diverse. Real Madrid uno e Manchester City un altro. L'amicizia non si è persa e soprattutto non si è sgretolata nemmeno durante una partita così importante dei Mondiali. Un momento è stato immortalato durante i tempi regolamentari. In area di rigore sono entrambi vicini, si parlano e si sorridono. Un bel momento. Sport allo stato puro.
A caldo parlando con i media a Miami Bellingham ha detto: "La gente ci ha visto rivali per 90 minuti, io ho visto solo mio fratello. Sapevo come si sentiva perché ci sono passato anche io. Per questo sono andato diritto da lui. Non per le telecamere o i titoli, solo per ricordargli che un risultato non definirà mai chi è. Sarà sempre mio fratello". Dopo le interviste e la doccia, si sono ritrovati ancora sul campo, abbracciati, a chiacchierare come due amici, anzi, due fratelli che hanno mostrato al mondo, e anche tanti tifosi, che lo sport ad altissimi livelli si può vivere anche così. Rivali in campi per 90 minuti e stop.